Racale Pacci. Per due leggende

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Simu Salentini. Gli abitanti di Racale sono definiti pacci. Si raccontano due episodi all’origine di questo soprannome che in qualche modo hanno una radice storica.

Il primo di origine religiosa e riguarda la permanenza nelle nostre zone di S. Nicola Pellegrino, diventato poi patrono di Andria.
Nicola era un pastore greco che conduceva vita solitaria e di preghiera e per il suo tenore di vita ritenuto strano, era preso in giro da tutti. Percorreva il territorio invocando la pietà del Signore. “Kyrie eleison”. Dalla Grecia decise di andare a Roma, Sbarcò in Puglia che percorse tutta, fermandosi nei vari paesi, cercando l’elemosina e pregando, Non era stato capito in Gracia ma nemmeno nel Salento ebbe sorte migliore.
Si racconta, infatti, che arrivato a Racale, gli abitanti gli negarono l’ospitalità ritenendolo pazzo. Nicola si rifugiò in una casupola in campagna dove lo andavano a trovare i ragazzini che ne apprezzavano invece il carattere dolce e mite. Ma questa frequentazione non piaceva agli adulti che un giorno cacciarono in malo modo con randelli e pietre il futuro santo.
Per questo trattamento indegno i racalesi furono chiamati pacci.

Ma si racconta anche un’altra leggenda ambientata al tempo delle incursioni dei saraceni. Si tratta in questo caso di una pazzia che è ritenuta creatività e furbizia .
Erano tempi di paura perché i cosiddetti infedeli imperversavano sulle nostre coste.
Bisognava difendersi in qualche modo per impedire la distruzione del paese.
I racalesi scelsero di mandare incontro ai saraceni uno che ritenevano non solo coraggioso ma anche furbo. Così avvenne.
L’uomo accettò l’incarico e si fermò alle porte del paese aspettando gli invasori, macchinando, quasi da novello Ulisse, un espediente risolutore.
Quando i saraceni gli chiesero perché stava da solo lì senza paura, inventò una scusa plausibile. Considerata la bassa statura i suoi concittadini non l’avevano ritenuto degno di combattere e l’avevano allontanato dal paese. Ora, quindi, voleva vendicarsi, avvisandoli che i racalesi, proprio perché discendenti da Ercole, avevano tutti dimensione gigantesca.
Gli credettero e si allontanarono perché anche loro conoscevano il mito della forza di Ercole.

E così Racale fu salvata da una trovata che di pazzo ha ben poco, molto invece di astuto.

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