Quei primi scatti con Emma. Mazzarella: «Ricordo la sua grinta»

ARISTIDE MAZZARELLA

Aristide Mazzarella e, sotto, Emma nella conduzione del recente festival di Sanremo

Sanremo: Prima serataARADEO. «Era il 2003: alcuni musicisti locali stavano promuovendo in giro per il Salento una ragazzina di cui si parlava molto bene e la portarono da me per alcuni scatti. Il digitale ancora non c’era: le foto le feci con l’Hasselblad, una “signora” macchina fotografica». Comincia così il ricordo che Aristide Mazzarella, fotografo professionista di Nardò, classe ’62, conserva di Emma Marrone.
«Ricordo molto bene – prosegue – il giorno in cui quella 19enne piccola e grintosa mise piede nel mio studio. Dal suo paese, Aradeo, finì per rivolgersi ad un fotografo neretino perché alcuni amici in comune le fecero il mio nome. Arrivò da me accompagnata da suo padre, che all’epoca lavorava presso l’ospedale di Nardò. Lui un signore simpatico e sereno, lei una ragazza sicura di sé, caratteristica che mi colpì molto. Tuttavia, nonostante grinta e caparbietà, non avrei mai pensato che presto sarebbe arrivata lì dove poi è arrivata».

Sono bastati pochi anni, quindi, per vedere quella sconosciuta cantante di provincia “armata” di rock e talento, farsi strada nella musica italiana: sacrifici, gavetta, il trionfo al talent-show “Amici”, i palazzetti pieni e il Festival di Sanremo, prima da cantante e, da ultimo, come valletta di Carlo Conti nell’edizione 2015 conclusasi qualche settimana fa. Il ricordo del fotografo neretino si conclude con una “speranza”: «Mi è capitato di fotografare diversi artisti, tra i quali i salentini Francesco Libetta, Edoardo Winspeare, Pino Zimba. Ma naturalmente mi farebbe molto piacere tornare a fotografare Emma dopo così tanto tempo».

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