Quaranta bambini dagli Sprar a scuola: salvate alcune classi con pochi iscritti

Castrignano del Capo – Primo giorno di scuola con quaranta piccoli studenti non previsti ma ugualmente accolti. Per loro sarà stato un giorno sicuramente da non dimenticare. Con loro gli altri piccoli scolari sparsi tra asilo, scuole elementari e medie e che hanno fatto l’esordio tra i banchi. Sono i bambini che, con le loro famiglie, sono ospiti nei progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifiugiati) gestiti in provincia da Arci Lecce. Una giornata con questo filo che ha collegato paesi da Galatina a Patù, passando per Caprarica, Lecce, Sogliano, Lequile, Castrignano de’ Greci, Diso e Castrignano del Capo, segnando questo inizio scolastico.

“La scuola, fulcro dell’espressione creativa dei ragazzi, punto di riferimento e di crescita formativa – si afferma in una nota di Arci Lecce – è il vero motore della solidarietà e dell’integrazione. Diversi istituti hanno inoltre dedicato momenti di condivisione e scambio importanti per i nuovi studenti e per l’intera comunità di riferimento”.

In particolare si segnala l’iniziativa di venerdì scorso presso la scuola media Galileo Galilei di Castrignano del Capo. Il classico incontro di presentazione delle classi, che vede ogni anno la partecipazione degli alunni con le rispettive famiglie, è stato arricchito da un discorso di benvenuto speciale per due nuove studentesse, originarie dell’Etiopia. “Ogni cultura rappresenta un arricchimento fantastico e il nostro obiettivo è farle sentire il più possibile a casa” hanno esordito le maestre durante la presentazione alla classe. “Loro vengono a scuola per imparare ma noi abbiamo molto da imparare da… e dai nuovi compagni di classe si è alzato unanime il coro: da loro”.

Un contributo a “salvare” le classi con pochi scolari “Oggi la presenza di ragazze e ragazzi immigrati nelle scuole non è solo un passaggio fondamentale verso l’integrazione – concludono da Arci Lecce – ma diventa spesso necessaria per far fronte a quel calo demografico, sempre più significativo nei piccoli comuni, che non consentirebbe in molti istituti di raggiungere il numero minino per classe”.

 

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