“Quante fatture ci sono da pagare? Quali incassi sono venuti meno?”: a Nardò l’opposizione chiede i conti

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Nardò – “In cassa oggi ci sono circa 4 milioni di euro. L’ennesimo schiaffo ai Padoa Schioppa di casa nostra, agli studenti ripetenti perfino alla scuola serale, agli untori che parlano senza sapere, a tutti quelli che andavano in giro dire che le casse erano vuote. Sono finiti i tempi dei buchi nei bilanci e quelli dei piccoli Topo Gigio di casa nostra. Oggi la Corte dei conti incombe su di loro… ma a condannarli, prima di tutti, sono stati i cittadini elettori”: con questa presa di posizione il Sindaco Giuseppe Mellone è intervenuto per la prima volta sullo stato di salute delle casse comunali. Ma la questione sembra tutt’altro che chiusa.

Il dirigente: “Potrebbe essere fortemente compromesso il bilancio”. Come si ricorderà, è stata una lettera “interna” di fine ottobre del dirigente del settore finanziario, Gabriele Falco, diretta a Sindaco, assessori, agli altri dirigenti comunali e al segretario generale, a dar fuoco alle polveri. Riscontrati dal dirigente alcuni mancati incassi, il funzionario ha doverosamente stretto i cordoni della borsa, bloccando eventuali nuove spese e spingendosi a differire i pagamenti di quelle già sostenute il più in là possibile, fino a non accettare neanche le fatture dei creditori. Motivazione ufficiale addotta dal dirigente: “Potrebbero essere fortemente compromessi gli equilibri di bilancio” del Comune, s’intende.

Dalle censure alla richiesta di risposte scritte. Dalle proteste e le censure giunte da più parti sul finire della settimana scorsa circa spese ben superiori alle entrate che sarebbero alla base della missiva riservata, si passa adesso all’ambito istituzionale. A presentare una interrogazione urgente “a risposta scritta” è il consigliere Giancarlo Marinaci, vicepresidente del Consiglio comunale. “Il dirigente Falco – richiama l’interrogante – sempre con la nota in questione ha invitato i dirigenti di tutte le Aree funzionali a limitare ‘qualunque nuovo impegno di spesa’ e ‘tutte le liquidazioni posticipando il più possibile la data del mandato e, per quanto possibile, prevederlo nel prossimo esercizio’, nonché a non accettare le ‘fatture (se riferite a lavori pubblici, smaltimento rifiuti, raccolta rifiuti, ecc) perché la sola accettazione implica la possibilità di chiedere la certificazione (che incide dal punto di vista temporale sui flussi di cassa)’, rammentando ‘a tal proposito che il mancato rilascio dei termini della richiesta di certificazione fa scattare la nomina di un commissario ad acta”. Data questa premessa. Sindaco ed assessore Gianpiero Lupo sono chiamati a fornire “tutte le fatture pendenti in data odierna e non liquidate, i relativi creditori e le somme vantate dagli stessi con specifico riferimento agli anni 2016 e 2017; tutti i mancati incassi accertati alla data odierna (6 novembre, ndr) previsti come certi ed esigibili nei bilanci di previsione 2016 e 2017; a chi siano ascrivibili le eventuali responsabilità per i mancati controlli sulle entrate/uscite” dei due bilanci di cui deve rispondere la Giunta Mellone. Marinaci chiede anche di sapere, sempre per iscritto, “le conseguenze che tale situazione potrebbe produrre sulla stabilità economica dell’Ente”.

Oltre la tecnica contabile, alcuni corni del dilemma. La materia è tecnica e quindi ostica per i comuni cittadini. Ma mentre è obbligatorio per il funzionario preposto fermare eventuali altre nuove spese del Comune per via delle entrate previste e non verificatesi, è dubbio che si possano stoppare fatture presentate in Comune per il pagamento di servizi, materiali o lavori già effettuati, col conseguente auspicato effetto di “spostarli” sull’esercizio finanziario del nuovo anno; quelle somme graverebbero sempre sui conti del 2017 e quindi sui suoi equilibri. La “voce” di bilancio che maggiormente ha impensierito il dottor Falco è relativa agli incassi da pratiche edilizie: la somma incassata l’anno scorso era stata di 1 milione 900mila euro; quest’anno si è fermi ad 1 milione, come ha dichiarato a “Quotidiano” l’assessore Gianpiero Lupo, che ha garantito sulla solidità del bilancio di Palazzo Personé. Da qui gli spostamenti di personale negli uffici che si occupano di oneri finanziaria e di condoni. Lo sforzo – che è passato attraverso la chiusura per alcune ore di uffici al pubblico proprio per agevolare questa iniezione di forza lavoro altrove – dovrebbe produrre il miracolo con un rush straordinario. Resterebbe il fatto che i soldi per oneri di urbanizzazione possono essere spesi dal Comune man mano che entrano in cassa. Il blocco dei pagamenti contenuto nell’invito del dirigente, farebbe pensare diversamente.

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