Quando i Diavoli avevano la proboscide

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diavoli-torre-sinfonoAlliste. I nomi dei luoghi sono sempre legati in qualche modo alla storia di chi un tempo vi risiedeva, oppure richiamano leggende o eroi del passato per nobiltarne le origini. Così è avvenuto per la zona di Torre Sinfonò o Sinforo, torre di avvistamento come tante sparse sulla costa salentina la cui etimologia ci riporta al mondo greco. La costa poco distante prende il nome “I Diavoli”, denominazione legata alla storia, in particolare al tempo della lotta tra Taranto e Roma.

Nel terzo sec. a.C Taranto era la più potente colonia greca che non poteva fare a meno di preoccuparsi del dominio dei Romani con i quali era venuta a patti: i futuri dominatori del “mare nostrum” non sarebbero avanzati nel mare Ionio con le loro navi da guerra oltre  il Capo di Hera Lacìnia (ora Capo Colonna). Ma si sa, i Romani non erano abituati a rispettare i patti e i Tarantini affondarono alcune loro navi innescando un periodo di guerra. A questo punto Taranto chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro, valente condottiero del mondo ellenistico, che sbarcato in Italia nel 280 a. C. sconfisse il console Publio Valerio Levino presso Eraclea con l’uso degli elefanti che allora erano sconosciuti. Fin qui la storia.

Si racconta che una nave di Pirro fece naufragio nello Ionio proprio lungo la costa di Torre Sinfonò là dove il mare è profondo e la costa alta. Gli elefanti, ai residenti, fecero una paura enorme, non li avevano mai visti e pensavano che fossero diavoli. E Diavoli si chiama ora quella costa.

Il resto della storia è noto: Pirro si ostinò a combattere contro i Romani a più riprese finché nel 275 fu sconfitto a Maleventum che d’allora si chiamò Benevento. Anche Taranto fu costretta poi ad arrendersi. Ma sulla costa salentina, tra storia e leggenda c’è un tratto di costa che ricorda quel frammento di storia.

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