Progetti di legalità con i beni sottratti alla mafia: 450mila euro tra Casarano, Parabita e Taurisano


Casarano – Progetti da 450mila euro per sfruttare al meglio i beni sottratti alla criminalità organizzata e dare supporto a quanti vivono situazioni di disagio sociale. Questo prevede il percorso di educazione alla legalità “Impariamo a crescere insieme” nell’ambito del quale il Comune di Casarano, quale ente capofila, si è visto finanziare dalla Regione (nell’ambito dei fondi Por 2014-2020 “Cantieri innovativi di antimafia sociale”) le attività che andrà a realizzare nell’arco di un triennio.

I soggetti coinvolti Ad essere coinvolti sono vari partner sociali ed istituzionali: Comune di Parabita, Comune di Taurisano, Fondazione Div.ergo onlus di Lecce, Eufonia società cooperativa (Astragali Teatro) di Lecce, l’associazione Santa Cecilia onlus di Casarano, l’Istituto d’istruzione Secondaria superiore “Giannelli” di Parabita, il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione  dell’Unisalento, il Centro servizi formativi Ispa di Poggiardo e la cooperativa sociale “Peter Pan” di Matino. A Taurisano gli immobili confiscati alla mala sono tre, in via Monte San Michele, via Spagna e via Crispi. Due a Parabita: Parco Angelica e su via Boccaccio.

Il progetto Le sedi da utilizzare per lo svolgimento delle varie attività devono, necessariamente, essere beni pubblici confiscati alla mafia: per Casarano sarà l’occasione per sfruttare al meglio l’ex bar di piazza Petracca. Il progetto prevede attività di orientamento, laboratori artistici (teatro, musica, produzione di manufatti), formazione specifica sull’educazione alla legalità, integrazione culturale, conoscenza e valorizzazione del territorio, post-formazione finalizzata all’introduzione nel mondo del lavoro.

Gli amministratori «Queste sono le risposte concrete che come Amministrazione comunale di piace dare sul tema della legalità. Oltre alla indiscutibile rilevanza sociale dell’iniziativa, essenziale è il fatto – afferma il sindaco Gianni Stefàno – che le attività dovranno essere svolte in beni pubblici confiscati alla  mafia». «È significativo il fatto che il progetto ha registrato l’adesione di un partenariato di soggetti pubblici e provati di grande spessore. Questo amplifica gli obiettivi e le ricadute positive sul territorio. Appena perfezionate le procedure – afferma l’assessore ai servizi sociali Daniele Gatto – gli uffici comunali saranno a disposizione per fornire le informazioni e gli strumenti utili a quanti vorranno intraprendere con noi questo percorso»

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