Ottanta demolizioni in 18 mesi

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Sono sempre più numerose le piscine che senza alcun permesso vengono costruite a corredo delle case di campagna.

Casarano. C’è un nuovo boom di costruzioni selvagge? E se sì, per quali ragioni sembra rifiorire l’abusivismo edilizio? Sono le ricorrenti voci di condoni ad attizzare l’incendio devastante? Queste le domande che i frequentatori di “Piazzasalento” si sono poste e poi hanno girato al giornale in attesa di eventuali risposte.

Non passa giorno infatti che sui media circolino foto di ville e piscine talvolta del tutto fuorilegge, in aperta campagna o a due passi dalla costa. Sarà stata questa frequenza ad impensierire i cittadini più sensibili  alla protezione di un ambiente e di un paesaggio invidiabili.

Allora, c’è da suonare l’allarme? Per fortuna, non è il caso. Il responso viene da una fonte molto autorevole, un magistrato che non da oggi agisce su problematiche sensibili come queste: il dottor Ennio Cillo, della Procura della Repubblica di Lecce. «Le notizie di questi mesi testimoniano una emersione dovuta a controlli più serrati.

In quest’ultimo anno e mezzo ci sono state ottanta demolizioni e molte autodemolizioni», informa il dottor Cillo – di cui una dozzina in zona Pizzo di Gallipoli. Anche questo è un segnale positivo». Insieme al fatto che mentre una decina di anni fa non si trovavano imprese disponibili a demolire manufatti abusivi, oggi c’è un accordo con le imprese edili che forniscono l’elenco delle ditte interessate. Si tratta di un progetto pilota di rilevanza nazionale

Ascoltato ciò e tirato un bel sospiro di sollievo,  ecco l’avvertimento a stretto giro di posta: «Ma non possiamo cullarci su questi dati né tantomeno enfatizzarli – prosegue il magistrato –  bisogna invece sempre vigilare e non mollare mai sul piano dei controlli». La vigilanza gode oggi di elicotteri, aerofoto e persino satelliti.

Ma soprattutto su questo accidentato terreno c’è da un anno e mezzo, appunto, una novità di primaria grandezza: in Procura è stata costituita una sezione speciale di Polizia giudiziaria che accorpa ed orienta le attività del Corpo forestale, Polizia provinciale, Capitaneria di porto, vigili urbani. Si è ancora ai primi passi ma «le forze specializzate sono necessarie in questo campo, per rendere più efficaci i controlli», sottolinea il dottor Cillo.

In effetti, coloro che sono tentati dall’“impresa” si può dire che le pensano tutte. Per costruire su zone molto piccole ma vicine al mare (tecnicamente, zone agricole di salvaguardia paesaggistica), si fanno accorpamenti con altri terreni agricoli per accrescere le volumetrie ed ecco spuntare ville da 400 metri quadri.

Poi c’è il fiorente mercato delle “pajare”, soprattutto nel Capo di Leuca, dove con la scusante della “fedele ricostruzione” si demolisce il rudere e si edifica poi ben altro. «Ma la Cassazione ha stabilito – avverte Cillo – che radere al suolo non sviluppa alcuna volumetria e che, al massimo, si può procedere per il recupero conservativo».

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