Patate, prezzi KO la storia si ripete

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La protesta dei produttori di Sannicola che svuotano le cassette di ottime patate per strada.

Alliste. Il mercato della patata novella sieglinde di Galatina crolla e i produttori, che ad Alliste sono particolarmente numerosi, contano i danni.

Solo un mese e mezzo fa il prezzo del tubero superava la soglia degli 80 euro a quintale, oggi, invece, i produttori devono accontentarsi di circa 20 euro a quintale, ben al di sotto del costo di produzione.

«Il problema – spiega Cosimo Adamo della rinomata e pluripremiata azienda Adamo di Alliste – è che lo sbocco di questo mercato è rappresentato quasi esclusivamente dalla Germania, che, però, si rifornisce anche da altre nazioni molto concorrenziali, come ad esempio la Grecia. Se, poi, la maturazione avviene in ritardo, allora tutto si complica ulteriormente.
La nostra azienda ha cercato di ovviare al problema allestendo delle celle frigo di medie dimensioni, allo scopo di conservare le patate in attesa di tempi migliori. Si tratta, comunque, di una soluzione tampone, visto che le patate non possono essere conservate a lungo e che far funzionare le celle richiede ulteriori risorse. L’ideale sarebbe riuscire a trovare uno sbocco alternativo, magari sul mercato locale. Ad esempio, proprio ad Alliste c’è un’azienda che sistema il prodotto in piccole confezioni più facili da piazzare nei supermercati locali».

Un ulteriore passo potrebbe essere l’assegnazione del marchio Dop alla patata sieglinde. «È da anni – continua Adamo – che i vari ministri alle politiche agricole che si susseguono parlano di questo riconoscimento. Addirittura qualche anno fa, il ministro De Castro, proprio ad Alliste, disse che era stato fatto tutto quello che c’era da fare e che si attendava il pronunciamento della Comunità europea. Ma, ad oggi, siamo ancora in attesa».

Non vanno sottovalutate, infine, accanto ai problemi congiunturali di natura economica, le motivazioni strutturali di natura sociologica. «Una delle cause della crisi – aggiunge Adamo – è ravvisabile nell’eccessiva frammentazione dei produttori e nella refrattarietà a consorziarsi. Una soluzione potrebbe essere quella di creare consorzi, non solo tra produttori, ma anche tra questi ultimi ed i commercianti. Anche le istituzioni potrebbero fare la loro parte, autorizzando la nascita di ipermercati solo a patto che, ad esempio, il 20 per cento della loro superficie sia dedicata alla promozione delle produzioni locali.
Nel caso della patata novella siegliende, il paradosso consiste nel fatto che si tratta di una patata ottima, che però non trova sbocco sul mercato nazionale e locale, essendo molto delicata e a breve conservazione. Eppure il suo sapore è squisito. Io, ad esempio, ho un ristorante a Capilungo, dove la propongo a italiani e stranieri e tutti ne vanno pazzi».

Di Alberto Nutricati

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