Parabita – Avevano promesso di non gettare la spugna e così è stato. L’ex Amministrazione comunale di Parabita firma, infatti, un nuovo ricorso al Tar Lazio contro il provvedimento della proroga commissariale disposta il 14 settembre scorso dal Ministero dell’Interno. Nuovo capitolo, dunque, nella lunga saga politico–legale seguita allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, nel febbraio 2017. La battaglia torna, dunque, nelle aule dei giudici amministrativi chiamati ora a giudicare il provvedimento del Viminale che ha annullato la data delle nuove elezioni indette per ottobre 2018 e prorogato la permanenza dei commissari prefettizi in città. Per gli uscenti, quella decisione è “illegittima”.

Pubblicità

La tesi dell’avv. Quinto Sulla questione, infatti, secondo l’avvocato Pietro Quinto, difensore degli amministratori della Giunta Cacciapaglia, rimangono diversi interrogativi, sia sul piano formale che sostanziale. «Sul piano formale perché la richiesta di proroga doveva essere formulata 50 giorni prima della scadenza della gestione commissariale. Si ignora  – spiega l’avvocato Quinto – quale sia la data di scadenza della gestione commissariale risalente al 17 febbraio 2017, ma i 18 mesi previsti dal decreto sono scaduti il 17 agosto. L’Avvocatura Generale dello Stato sostiene, invece, che la data scadenza sia il 29 settembre. In relazione ad entrambe le interpretazioni non è stato rispettato il termine perentorio di 50 giorni, atteso che la richiesta di proroga è stata formulata il 14 settembre. Sul piano sostanziale – continua il legale –  è veramente assurdo e contrario a ogni logica sostenere che a fronte delle elezioni sia preferibile una proroga della gestione commissariale, soprattutto perché mancano i giustificati motivi chiesti dalla legge».

Pubblicità

Commenta la notizia!