Dal legno pregiato violini di gran classe

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Enrik Michopulo mentre crea un violino

Parabita. A casa sua conserva ben 5 chilogrammi di giornali che parlano di lui, della sua arte e di tutta una vita dedicata alla musica.

Enrik Michopulo, 74 anni, nato in Albania da padre italiano e parabitano d’adozione, non è un semplice musicista, ma un artigiano della musica. “Suonare e fare” è la sua missione. Non solo scrive e compone melodie, ma crea anche gli strumenti dove far vibrare le sue note. Un artista a tutto tondo: professore, musicologo, liutaio, violista, violinista, direttore d’orchestra.

Lo scorso mese di settembre, nell’ambito del secondo concorso di liuteria, strumenti antichizzati e copie d’autore, organizzato dall’associazione nazionale liuteria italiana a Pisogne (Bs), una commissione di esperti internazionali, con Uto Ughi presidente, gli ha attribuito un premio speciale tra i 170 concorrenti in gara per la perfetta riproduzione di un antico strumento ad arco. Solo l’ultimo riconoscimento, in ordine cronologico, di tutta una vita dedicata alla musica, passione che gli ha consentito di girare il mondo e riscuotere una lunga serie di successi.

Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Tirana, appena ventisettenne si trasferì in Cina per due anni, prima a Pechino, dove frequentò un accademia per la costruzione dei pianoforti, e poi a Shangai per approfondirne la pratica di produzione. Si sente salentino a tutti gli effetti, sin da quando 21 anni fa è arrivato in Italia.

All’inizio ha vissuto dieci anni a Casarano, poi si è trasferito a Parabita, dove tutt’ora continua la sua passione artigianale. Per creare i suoi strumenti compra ed utilizza i legnami più pregiati, come l’acero o l’abete rosso delle  Dolomiti, e nelle sue mani quel legni diventano musica.

Li crea, li cura e li ripara. Qualche anno fa, a Calimera  salvò un intero concerto, che alcuni malintenzionati avevano cercato di sabotare inserendo della colla in un pianoforte. Lui era lì da spettatore, accorse dietro le quinte e smontò pezzo per pezzo lo strumento e riparando il danno.

E l’amore, contraccambiato, per il Salento è un connubio anche con la sua musica popolare: in un’importante manifestazione in Svizzera ha rappresentato l’Italia insieme ad un gruppo nostrano suonando delle variazioni violinistiche per pizzica da lui stesso composte.             

DP

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