Parabita caos: elezioni a rischio slittamento. Chiesta l’estensione del commissariamento

Parabita – Caos elezioni a Parabita: la Prefettura di Lecce ha ufficialmente chiesto al Ministero dell’Interno un’estensione del periodo di commissariamento. Dovesse essere concesso più tempo ai commissari, cadrebbe giocoforza la data del 21 ottobre appena fissata per le nuove elezioni. La decisione della Prefettura (nell’aria nelle ultime ore) è stata dettata dalla necessità di  uscire dall’impasse nel quale è caduto il Comune con la convocazione “flash” delle elezioni (il 21 settembre sarebbe la data ultima per la presentazione delle liste) mentre dinanzi al Consiglio di Stato c’è sempre pendente il ricorso che dovrà decidere del rientro in sella – o meno – dell’Amministrazione uscente di Alfredo Cacciapaglia, dopo lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose disposto nel febbraio 2017. L’istanza, con la quale viene chiesta una proroga della gestione straordinaria dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande, è stata inoltrata all’indirizzo del Ministero dell’Interno da parte della Prefettura di Lecce. Questione di giorni, dunque, ed il responso romano dovrebbe fare chiarezza su tempi e modi.
Che fine farebbero le elezioni appena convocate? Delle due l’una: la proroga del commissariamento, se convalidata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, porterebbe ad annullare il decreto di convocazione delle elezioni. Anche perché quel decreto pare essere partito “in automatico” alla volta della Città delle Veneri, essendo in sostanza un atto d’ufficio, una volta scaduti i 18 mesi della gestione commissariale (il 17 agosto 2018). E questo nonostante la particolare situazione parabitana, con un ricorso ancora in corso ma ad imminente conclusione. Proprio in queste ore, intanto, è partita l’indizione dei comizi elettorali, e cioè quell’iter tecnico (affissione dei manifesti, controllo e spedizione delle tessere elettorali) che porterebbe al voto del 21 ottobre. Lo prescrive la legge: la macchina elettorale dev’essere messa in moto entro 45 giorni prima del voto.

Una guerra di carte bollate  A sottolineare la “stranezza” di due provvedimenti – in contrasto tra loro ma figli della stessa mano – ovvero la convocazione delle elezioni ed un’eventuale proroga del commissariamento – è l’avvocato Pietro Quinto, legale dell’Amministrazione di Alfredo Cacciapaglia. «Sarebbe assurdo se il Ministero approvasse una proroga della gestione commissariale dopo aver già convocato le elezioni. Oltretutto – continua il legale – riteniamo che tale proroga sarebbe un atto illegittimo perché fuori dai tempi previsti dalla legge, chiesta ormai a commissariamento scaduto. Se arrivasse l’istanza la impugneremmo di certo, come ci riserviamo di impugnare anche quella di indizione delle elezioni in ottobre».

L’ex Sindaco chiede al Consiglio di Stato di anticipare i tempi Altra contromossa degli amministratori uscenti, questa volta già ufficialmente depositata, è una richiesta di anticipazione della pronuncia del Consiglio di Stato, al quale si era rivolto l’ex Sindaco per fare luce sulla legittimità o meno del provvedimento di scioglimento che ha colpito la sua Amministrazione. L’udienza che porrà la parola fine alla vicenda, stabilendo definitivamente se lo scioglimento era fondato o meno, è fissata al 27 settembre. L’istanza depositata dall’avvocato Quinto consentirebbe di accorciare poi i tempi di pubblicazione della sentenza (il responso potrebbe essere pubblicato anche alcune settimane dopo, quindi quasi a ridosso delle elezioni). In questo modo, l’esito del ricorso potrebbe essere noto già nei giorni – forse nelle ore – immediatamente successive al 27 settembre.

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