Operazione “Clean game”: sgominato monopolio illegale di apparecchi da gioco, 27 gli arrestati. LE FOTO

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Le intercettazioni ambientali effettuate nel corso dell'operazione "Clean game"

Le intercettazioni ambientali effettuate nel corso dell’operazione “Clean game”

Con metodi intimidatori erano stati in grado di imporre un “monopolio illegale” nel settore della produzione e della distribuzione di apparecchi da gioco. E’ stata smantellata nelle prime ore di questa mattina dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce una vera e propria associazione mafiosa che operava nel gioco illecito. 27 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai militari nei confronti dei componenti di due gruppi criminali. Il primo, riconducibile alla famiglia De Lorenzis, è un noto gruppo imprenditoriale di Racale (LE) operante nel settore del noleggio dei videogiochi, che, avvalendosi sistematicamente dei metodi mafiosi di alcuni affiliati storicamente vicini ai noti clan dei Troisi di Casarano e dei Padovano di Gallipoli, aveva creato nella provincia di Lecce un vero e proprio “cartello”, imponendo a numerosissimi esercenti della zona il noleggio di tali dispositivi dalle aziende del gruppo, impedendo nel contempo ad aziende concorrenti di accedere a quel mercato.

Un altro gruppo minoritario, sempre operante a Racale e collegato al primo anche da vincoli familiari, si occupava invece dell’alterazione e della vendita delle schede di gioco riproducenti giochi d’azzardo, come il poker o le slot machine, ed alla distribuzione dei cosiddetti “totem”. Nel provvedimento restrittivo  emesso dal Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, su richiesta dei sostituti procuratori della Repubblica Carmen Ruggiero, Giuseppe Capoccia e dello stesso Procuratore della Repubblica Cataldo Motta,  è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 19 persone e quella degli arresti domiciliari per le restanti 8. I provvedimenti sono stati eseguiti a Milano, Modena, Rimini, Crotone, Lecce, Alliste, Tricase, Racale, Copertino, Taviano, Carmiano, Gallipoli, Monteroni, Melissano e Mesagne in provincia di Brindisi.

Le accuse sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia e violenza, trasferimento fraudolento di valori e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Oltre alle ordinanze di custodia cautelare, ai sensi della normativa antimafia, le Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di un patrimonio di oltre 12 milioni di euro, composto da 69 fabbricati, 25 terreni, tre auto, dieci società di capitali, due ditte individuali, saldi attivi di conti correnti accesi presso quindici istituti di credito e 270 apparecchi illeciti che si trovavano presso esercizi commerciali della provincia di Lecce e in varie regioni del territorio nazionale.

L’operazione odierna, denominata “Clean game”, costituisce l’epilogo di una lunga indagine, avviata nel 2010 a seguito di specifici controlli che hanno interessato diversi esercizi pubblici. Dalle verifiche dei militari emerse allora la manomissione di alcuni videopoker e l’alterazione fraudolenta dei software di taluni dispositivi leciti, noti come “new slot”. La manomissione degli apparecchi avrebbe in questo modo permesso controllare a distanza i cicli delle giocate e di trasmettere ai Monopoli di Stato solo parzialmente i dati concernenti le giocate, con conseguente sottrazione di parte di esse all’imposizione tributaria.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno inoltre dimostrato come tali condotte non si limitassero al gioco d’azzardo ma sconfinassero anche nell’esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Una volta concessi dei prestiti ai gestori dei locali commerciali, veniva preteso l’immediato rientro dei capitali, con la minaccia di incassare i titoli in garanzia qualora non venissero installati presso i loro esercizi i videogiochi.

Sebastiano Bagnato, anni 59; Pino Luigi De Florio, anni 49; Silvano De Leone, anni 52;  Pasquale Gennaro De Lorenzis, anni 42;  Pietro Antonio Ilario De Lorenzis, 49;  Salvatore De Lorenzis, detto “Stuppata” anni 47; Saverio De Lorenzis, anni 39; Alessandro Fuso, anni 37; Daniele Gatto, anni 51;  Aldo Gravili, anni 29; Quintino Gravili, anni 47; Antonio Mancino, anni 47; Pietro Marino,  anni 42;  Alessandro Mauramati, anni 34; Dario Panico, anni 44; Lucio Riotti, anni 49; Emanuele Rizzo, anni 28;  Salvatore Tarantino, anni 43; Rocco Aurelio Vincenti, anni 43. Sono, invece, destinatari  degli arresti domiciliari: Chetta Massimiliano, anni 46; De Lorenzis Marco, anni 37; De Lorenzis Salvatore, detto “Ciolo” anni 44; De Lorenzis Stefano, anni 41; Ferrari Lorenzo, anni 41; Magno Salvatore, anni 61; Rizzo Donatello, anni 42; Tunno Giovanni, anni 51.

 

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