Gallipoli – Da pochi giorni è in distribuzione “Scatole di vetro” (AlfaMusic, Egea-Believe). Si tratta del secondo lavoro discografico con composizioni originali del cantante e autore monteronese Maurizio Petrelli, un’ideale e convincente continuazione del precedente “Amori e altre storie”, pubblicato per la stessa etichetta nel 2015. Undici tracce, di cui nove inedite, che si attestano come un saggio di grande maturità stilistica e vocale nel nuovo percorso artistico del crooner salentino. Un lavoro sincretico che va dal monologo dichiaratamente intimista al dialogo con interlocutori veri o immaginati, dal bozzetto ironico al ritratto amaro.

Una parte consistente del disco, inoltre, è un omaggio affettuoso a Nicola Arigliano e alle sue canzoni più celebri, fra le quali “Colpevole”, con cui l’artista originario di Squinzano nel 2005 vinse il Premio della critica al Festival di Sanremo. Emozionante, in chiusura del cd, l’ideale incontro di Petrelli con il suo pubblico grazie a “Eccomi qui”, che è anche il titolo del suo nuovo tour: una struggente ballata in cui la sua voce incontra il tocco magistrale di Ettore Carucci al pianoforte.

Gli arrangiamenti sono frutto della maestria di Franco Piana e Vincenzo Presta che hanno anche suonato rispettivamente tromba/flicorno e sax soprano/tenore e che hanno potuto contare sulle esecuzioni in studio di musicisti di pregio come Stefano Sabatini pianoforte, Francesco Puglisi basso, Dario Congedo batteria (di Galatina), Daniele Leucci percussioni (di Maglie), Paolo Zou chitarre, Fernando Toma campionamenti e archi (di Lecce), Anita Pusceddu cori, Mirko Rinaldi tromba e flicorno, Ambrogio Frigerio trombone, Ferruccio Corsi sax alto, flauto ed il quartetto d’archi Bim Orchestra. Tutti affidati alla sensibilità di Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore presso AlfaMusic Studio di Roma.

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Nelle note di copertina di Carmine Zocco, di Tricase, storico animatore della scena jazz salentina, si legge: «I temi che l’autore propone disegnano un universo espressivo variegato. Il registro stilistico è adeguato al racconto di avventure, impressioni e ricordi che emergono come tracce di un acuto scavo interiore». E, in effetti, l’itinerario artistico che ha portato Petrelli a proporsi negli ultimi anni anche come autore è il risultato di oltre mezzo secolo di musica vissuta in giro per il mondo. Una carriera iniziata come batterista negli anni ’60 che di lì a poco lo porta a suonare il piano e a cantare sulle navi da crociera. Con numerose collaborazioni, fra le quali spicca quella con il noto trombettista Guido Pistocchi. Ma soprattutto piena di tante iniziative in veste di leader: Soul Brothers, Grande Salento Orchestra, Pugliamerica a/r, un originale progetto in chiave swing fra Modugno e Sinatra che nel 2010 diventa anche un disco per l’etichetta Dodicilune.

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