Niente vasi e fiori

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Il cartello che vieta i vasi e i fiori per terra, che tante perplessità ha suscitato tra i confratelli, considerato anche il periodo

Racale. Andare a far visita ai propri defunti nel giorno loro dedicato, il 2 novembre, e trovarsi di fronte un cartello che fa divieto di poggiare piante e fiori per terra, nella cappella della Confraternita dell’Immacolata all’interno del cimitero, ha fatto scoppiare polemiche dai toni quasi minatori.

Sono circa un migliaio i soci della Confraternita e non tutti hanno visto di buon occhio questa decisione presa dal consiglio che, ora, si trova a dover ridiscutere della questione, e valutare se accogliere o meno l’invito di don Salvatore Tundo a fare un piccolo passo indietro, ad essere meno drastici.

«In realtà – spiega il parroco – l’obiettivo del manifesto redatto, nonostante la forma un po’ rigida, è stato quello di restaurare un ambiente pulito e decoroso che facilitasse la preghiera e il raccoglimento in vista della ricorrenza religiosa. Spesso la gente porta i fiori, ma senza preoccuparsi della loro “manutenzione”, cioè di cambiare l’acqua, di gettarli quando sono appassiti, di lasciare tutto in ordine, per il rispetto di tutti».

Una situazione, questa, peggiorata dopo i vari allagamenti del pavimento della cappella degli ultimi periodi. Sarebbe stata questa, probabilmente, la classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, come si suol dire, o meglio avrebbe fatto finire la pazienza dei componenti del consiglio direttivo, stanchi di doversi continuamente preoccupare della pulizia della cappella, sobbarcandosi quindi il peso dell’incuranza altrui.

«Da qui – conclude don Tundo – il cartello un po’ duro, ma che va interpretato, ripeto, come un invito a rispettare l’ambiente della cappella».

Chi protesta però non vorrebbe rinunciare ad un gesto  d’amore verso una persona cara che non c’è più, alla quale si vorrebbe regalare con i propri pensieri almeno un fiore.

Roberta Rahinò

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