Nate e partite 53 tartarughine dai lidi di Gallipoli. L’evento seguito da vicino e da lontano

Gallipoli – Totale uova di tartarughe Caretta Caretta deposte: 70; nate in 53; uova non vitali 16; una neonata morta nell’uovo: questo il bilancio fatto da Maurizio Manna di Legambiente Gallipoli e direttore regionale dell’associazione ambientalista sulla covata scoperta sul litorale sud di Gallipoli, subito dopo i primi lidi sul finire di agosto. Le ultime neonate hanno raggiunto il mare nei giorni scorsi e il presidio protettivo cui hanno partecipato in tanti, anche di notte, è stato infine tolto.

Le schiuse sono state monitorate, dopo la scoperta casuale del nido a 12 metri dalla battigia, dal 24 al 29 agosto scorsi. E Manna è partito subito con i ringraziamenti ai tanti “vigili” provenienti da paesi vicini (come AlezioSannicola) ma anche da località lontane e lontanissime: “Un grazie particolare a Piero Carlino, zoologo del Crtm di Calimera e responsabile scientifico del nido, e alla “crew” Massimo Buccarella, Rosanna Chiuri, Davide Minerva, Luigi Lagna Giuseppe Bascià Carla Casolari e glia altri amici di Galatina, Beda Luigia e la piccola Caterina, Giulia Passaseo, vera mamma del nido, e le impagabili sorelle, Alessandro Marra e famiglia, Eric e Toni da Gallarate, Mariagrazia Leva, Enzo Fedele, Angela Giorgino, Sabrina Longo, Manuela Bottero, Cavallo Laura e prole, gli amici di Salento Coast Ovest Gallipoli, Cristina e tribù dalla Germania, Roberta dall’Australia, Rosaria Galasso, la voce dell’evento, e i tanti anonimi volontari che si sono alternati alla vigilanza ed informazione e hanno vegliato anche fino a tarda notte in attesa del grande momento”.

La scelta del luogo, non proprio isolato e tranquillo, sembra aver colto di sorpresa anche l’esponente di Legambiente: “La schiusa di un nido di tartarughe è sempre un evento di grande valore ambientale e scientifico, diventa eccezionale – è il commento di Manna – se avviene in un contesto inaspettato e molto antropizzato come una delle spiagge più frequentate di una località turistica internazionale. Perché mamma tartaruga ha scelto proprio quest’angolo appartato e difficile da raggiungere, dove ha deposto il resto del suo carico di vita, dove hanno deposto le sue sorelle? E poi soprattutto quali sono i pericoli ed i fattori di disturbo diurni e notturni, naturali e causati dall’uomo e come intervenire per favorire e tutelare le prossime deposizioni…? Queste ed altre domande hanno trovato in parte risposta accudendo per sette giorni e sette notti, senza un minuto di sosta il nido Gallipoli 2018”.

Ora nei programmi di Legambiente vi è un evento pubblico nelle prossime settimane e un progetto didattico da proporre nel corso dell’imminente anno scolastico.

 

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