Nardò, in aula interrogazioni vecchie di un anno. E la minoranza se ne va per protesta

Nardò – Un altro scontro tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale quest’oggi. L’argomento previsto era un “normalissimo” question time, dove alle questioni sollevate dai consiglieri (quasi sempre delle minoranze) chi ha responsabilità di governo risponde. Così non è successo se non dopo un anno e i cinque consiglieri di opposizione – Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Giancarlo Marinaci, Carlo Falangone, Roberto My –   hanno per protesta abbandonato l’aula facendo così cessare i lavori della massima assise cittadina. (da sinistra Giuseppe Mellone e Daniele Piccione)

Queste le ragioni dei contestatori “Le continue violazioni del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, dello Statuto e del Testo unico degli Enti locali – scrivono i cinque in una dettagliata nota – hanno fatto sì che si giungesse al Consiglio odierno con ben 26 interrogazioni consiliari, la maggior parte delle quali datate maggio, giugno, luglio e agosto 2017. Oltre tredici mesi di ritardo che rappresentano plasticamente la gestione goffa ed arrogante della cosa pubblica incarnata dal Sindaco Mellone e dalla sua Amministrazione. A ciò si aggiunga la costante assenza da parte del primo cittadino non solo ai pochi question time convocati fino ad oggi, ma anche durante gli interventi dei consiglieri di minoranza durante i Consigli comunali”.

L’elenco delle mancanze segnalate dalla minoranza non comincia oggi. Vi è quello, piuttosto singolare, per cui la Commissione vigilanza e controllo, pur prevista ed istituita anche in questa consiliatura, non si sia mai riunita dalle elezioni comunali del 2016 per l’assenza dei componenti della maggioranza, Il caso, con altri è stato segnalato al prefetto sollecitando un suo intervento. A quelle adesso si aggiunge anche il fatto che interrogazioni datate circa un anno fa non siano mai state portate all’attenzione del Consiglio comunale. L’effetto su gran parte di esse è che sono ormai scadute e senza più senso. “Non abbiamo assunto questa decisione a cuor leggero, ma con grande senso di responsabilità perché non intendiamo far continuare un andazzo assolutamente deplorevole per la vita democratica di un Comune come Nardò. Un andazzo che più volte – ricordano i consiglieri di minoranza – è stato denunciato a Sua Eccellenza il Prefetto, al quale chiederemo nuovamente un intervento determinante adito a ristabilire il rispetto dei ruoli che rivestiamo e che i cittadini ci hanno affidato”.

Piccione e gli altri richiamano anche le questioni su cui avrebbero voluto discutere con gli amministatori in carica: “Le interrogazioni trattavano argomenti come il funzionamento del servizio di Protezione civile, la sistemazione di alcune strade, danni derivanti dall’alluvione dello scorso inverno, il piano di rigenerazione urbana, l’abbandono incontrollato di rifiuti, problematiche sanitarie locali attinenti l’ex nosocomio neretino. Le interrogazioni, chiaramente, hanno un senso se discusse nei termini previste e non a distanza di anni. Sottolineiamo in maniera netta come non si sia mai verificato, nelle passate legislature, un sistema di puntuale boicottaggio dell’attività della minoranza.
Rinnoviamo pertanto l’invito al presidente del Consiglio comunale che dovrebbe essere il garante di tutta l’assise e non della maggioranza, a tutelare le prerogative soprattutto dei Consiglieri di minoranza, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni, assicurando adeguato e giusto rispetto delle regole che disciplinano il funzionamento dell’assise, fino ad oggi puntualmente e vergognosamente violate.”

In serata ha fatto sentire la propria voce Gianluca Fedele, capogruppo di Andare Oltre. “La minoranza che spende il proprio tempo a collezionare una infinità di interrogazioni da rivolgere agli assessori in merito all’attività di governo cittadino – per carità, attività sacrosanta – oggi ha abbandonato l’aula dopo pochi minuti per protestare contro non si sa bene cosa”. Per Fedele si tratterebbe di un “atteggiamento estremamente irresponsabile se non altro perché le sedute di Consiglio comunale come quella odierna vengono convocate solo ed esclusivamente al fine di dare risposte esaustive ai dubbi e alle perplessità dei consiglieri che ne avvertono la necessità”.

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