Nardò, commercianti e associazioni disegnano il centro storico: no alle auto

 

NARDÒ. Commercianti e associazioni disegnano il centro storico. «Si chiuda almeno piazza Salandra – afferma Luana Colopi, titolare del negozio di artigianato “Terrarossa” – e si concedano deroghe alle piccole attività, che ad esempio potrebbero utilizzare un solo wc per più esercizi vicini».
In piazza Salandra si trova anche il bar “Barocco” di Antonio Previdero. «L’urgenza – spiega – è di aprire i bagni pubblici e far trasferire in piazza gli uffici comunali. Il centro storico va chiuso solo dopo». All’osteria “Gusto e sapore” si arriva da via Pellettieri, pedonalizzata da due anni. «Da allora – racconta Pinuccio Siciliano – gli incassi sono diminuiti del 35%. Se un cliente ha bisogno di cibo da asporto non passa più da qui. Non sono contrario a chiudere il centro storico: ma perché solo via Pellettieri?».

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Antonio Previdero, Eugenio Lepore, Fernando Pero, Mariella Falconieri, Pinuccio Siciliano

Pochi metri separano l’osteria dal “Caffè Teatro”. «Vorrei – dichiara Mariella Falconieri – la chiusura totale. Se via Pellettieri non fosse chiusa il mio bar non potrebbe nemmeno somministrare alimenti ai tavoli fuori». Eugenio Lepore, titolare della trattoria “Menamé” in via don Minzoni: «Chiudere solo piazza Salandra non ha senso: va chiuso tutto il centro storico. Lo vogliono anche i residenti, certo, ma per avere più parcheggi. D’estate vorrei mettere fuori una decina di tavoli ma proprio loro storcono il naso».

PATRIZIA PAGLIALUNGA (CORTE S

Patrizia Paglialunga, il gruppo “Ardire” e l’assessore Maurizio Leuzzi

Sì alla chiusura anche per Patrizia Paglialunga, titolare del ristorante “Corte Santa Lucia”, che aggiunge: «Indicazioni turistiche assenti e spazzatura ovunque. Ci vorrebbero mappe ai principali ingressi e spettacoli di artisti locali». Via Duomo ospita il club “Fedelissimi”, ritrovo della tifoseria neretina. Per il segretario Fernando Pero “i monumenti  vanno messi al riparo dalle auto, non solo nei weekend”. «Inutile rifare il basolato – prosegue – e poi farle circolare. Ma la chiusura al traffico non sia sinonimo di svuotamento del centro storico».
“Ardire”, associazione nata nel 2008, ha sede in corso Vittorio Emanuele. L’età media dei suoi iscritti è di 25 anni: «È necessaria – dichiarano – la chiusura al traffico completa e definitiva. Poi creare eventi remando tutti dalla stessa parte».

Alle varie posizioni replica l’assessore comunale all’Urbanistica Maurizio Leuzzi: «Sulla chiusura al traffico l’Amministrazione comunale si divide: ho ottenuto la chiusura di via Duomo ma per due volte è stata respinta la delibera con cui chiedevo la pedonalizzazione di piazza Salandra. L’obiettivo: accesso su corso Vittorio Emanuele da piazza Diaz ai soli residenti, chiusura di piazza Salandra (e deviazione delle auto dei residenti su via Dell’Angelo Custode, via Legnaioli, via Rosario e uscita in piazza San Domenico), divieto di accesso da piazzetta Calvario su piazza Salandra».  Amara la conclusione dell’assessore: «Non ho ancora trovato condivisione in Giunta».

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