Nardò, bilancio dell’attività dei vigili urbani: oltre 13mila multe

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cosimo tarantino comandante vigili urbaniNardò. Lo scorso 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, le polizie locali hanno celebrato il loro patrono. Giorni utili anche a tracciare un bilancio dell’anno appena trascorso.
Oltre 4mila richieste di interventi e 13mila verbali per infrazioni al Codice della strada. Questi i numeri della municipale a Nardò. «Nel 2014 circa 6-7mila multe – dichiara il comandante Cosimo Tarantino (foto) – sono state emesse dai nostri agenti e più o meno altrettante dagli ausiliari del traffico». Un aspetto, quest’ultimo, che ha scatenato polemiche. Diversi automobilisti, infatti, hanno ritenuto illegittime le multe per divieto di sosta non emesse da agenti di polizia locale. È lo stesso Comandante a chiarire: «Grazie alla legge Bassanini – spiega – gli ausiliari del traffico possono non soltanto sanzionare per la mancanza del ticket-parcheggio ma, se autorizzati da specifico decreto sindacale, nell’ambito delle aree di propria competenza possono emettere verbali anche per divieti di sosta, stalli per diversamente abili, ecc. Il sindaco, su input dell’assessore alla polizia locale e del sottoscritto, ha raccolto un anno fa la nostra richiesta e ha previsto, per tale figura, questo compito».

Ma non c’è solo la questione viabilità. «Aumentano – prosegue il comandante Tarantino – le indagini che ci vengono “girate” dalla Procura, che prima erano di esclusiva competenza delle forze dell’ordine. E questo ci gratifica».
Circa 300 invece i verbali emessi per infrazioni diverse dal Codice della strada: il 15% di questi riguarda reati in materia ambientale. Il 2014 è stato l’anno della raccolta differenziata porta a porta. In molti sono ancora restii ad adottare il nuovo sistema e liquidano la faccenda gettando spazzatura nelle campagne. L’assessore comunale alla polizia locale, Giuseppe Tarantino, ammette: «Quanto può fare la polizia locale per contrastare l’inciviltà? Non tanto, purtroppo. Il territorio è troppo vasto e l’organico insufficiente. Alcune località si sono trasformate da subito in discariche a cielo aperto. Siamo riusciti almeno un po’ a circoscrivere il fenomeno, che però non è stato ancora del tutto debellato».

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