Muro Leccese – Partirà il prossimo 4 giugno (fino al 3 agosto) la 19^ campagna di scavo archeologico nel sito messapico di Muro leccese nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato nel 1999 tra Comune di Muro Leccese, Università del Salento (Dipartimento di Beni Culturali) e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia. Le iscrizioni al Muro Leccese Archeological project sono rivolte a studenti, laureandi e dottorandi delle discipline archeologiche delle Università italiane e straniere.  La campagna sarà diretta da Salvatore Meo, ricercatore in Archeologia classica presso l’UniSalento. I partecipanti alla campagna saranno ospiti  della foresteria presso il convento dei Domenicani, le attività di scavo saranno concentrate al mattino, mentre il pomeriggio sarà dedicato alle attività di laboratorio (pulitura e catologazione). Tutti i reperti saranno custoditi nel Museo di Borgo Terra nella sezione dedicata ai Messapi.

Tra i centri di origine messapica Muro Leccese, insieme a Oria, Ugento e Rudiae, è uno dei più estesi, raggiunge infatti una estensione di più di 100 ettari; è circondato da mura imponenti lunghe 4 chilometri, realizzate con blocchi quadrati di grandi dimensioni provenienti da cave che si trovavano nelle vicinanze.

Le campagne di scavo hanno permesso di conoscere i Messapi che arrivarono nel Salento a partire dal IX-VIII secolo a.C probabilmente dall’Illiria (c’è però un’altra tesi che li vuole di origine cretese-minoica), le loro abitudini e l’influenza sul nostro territorio.  Sono state trovate ceramiche greche d’importazione (i rapporti con il mondo greco avvenivano dal vicino porto di Otranto), in località Cunella sono stati individuati i resti di una abitazione gentilizia fiancheggiata da una strada dal tracciato rettilineo, tratto urbano di una via a lungo percorso che collegava il centro messapico di Alezio con la costa adriatica e il porto di Otranto. Portati alla luce numerosi vasi, coppe, bicchieri  che servivano durante i banchetti per esaltare l’ospitalità e la convivialità, caratteristiche che alcuni ritengono passate in eredità  ai salentini. Non mancano i gioielli (una collana di ambra e una spilla d’argento) come documentato fedelmente dal Muro Leccese Archeological project  su Facebook.

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