Movida, l’altra faccia dello svago

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Tende sugli arenili nei pressi della Baia verde: alla prima alba si comincia a dormire

Gallipoli. Poliedrica Gallipoli. Ricca di luce, di fascino e di mistero, soprattutto di notte. Al calar del sole, la città bella scopre l’altra sua veste. Si popola di giovani che la vogliono trasgressiva, sregolata, frenetica, ma anche romantica, accogliente.

Per tutti, sempre sveglia. La perla dello Ionio, più che altre località salentine esercita la sua attrazione per la vita notturna che con la sua ricca offerta riesce ad adattarsi alla voglia di divertimento di chiunque.

«Bellissimo perdersi dopo cena tra le stradine del centro storico – afferma Barbara Zanin, veneta, mentre passeggia mano nella mano con il ragazzo – con i negozietti ricchi di colore e con queste luci che danno fascino ai palazzi». Una signora seduta sull’uscio di casa nel centro storico si vede passare davanti i turisti che passeggiano alla scoperta della città o alla ricerca di un ristorantino per assaggiare le specialità di pesce. «Ogni sera è così – afferma in dialetto, quasi rassegnata all’invasione – qua siamo abituati». Abbandonando il centro storico, con i tavolini lungo le riviewre affacciati sul mare, sull’Isola di Sant’Andrea e sul Pizzo, corso Roma è un tripudio di luci, bancarelle, negozi aperti, gelaterie e persone e auto che si muovono come formiche. I bar lungo la strada sono il punto di ritrovo per chi vuole proseguire la serata in discoteca: qui sciamano i pierre che forniscono pass, omaggi donna e socnti vari.

Colme di gente le discoteche

«Gallipoli è come Barcellona – dice convinto Leandro Borgia – non si stanca mai. Io sono del Capo di Leuca, vengo spesso qui perché so di trovare quello che voglio: vita, movimento, bei locali e tanta gente diversa».

Di tutt’altro gusto, forte e a tratti violento, la frenesia che si respira sulla litoranea dopo il Lido San Giovanni, dove i lidi, spopolati al tramonto, ritornano a vivere poche ore dopo e fino  al buioa notte fonda. Così, come di giorno, la litoranea – ora buia – è presa d’assalto. Per chi viene da fuori, raggiungere Gallipoli e parcheggiare al sicuro l’auto è un’impresa. «Sono arrivato verso mezzanotte – afferma Giovanni di Corsano – ma per entrare in città ho impiegato circa un’ora. Ho trovato parcheggio proprio all’inizio della litoranea, ora mi sposto a piedi».

C’è chi s’incanala per la strada, sperando di aver fortuna e lasciare l’auto a pochi passi dalla discoteca o dal lido. I più audaci, invece, provano a percorrere il tragitto fino alla meta a piedi, ben consci delle difficoltà: auto parcheggiate, in movimento, il flusso di ragazzi che va contromano, le ondate di bici e scooter. Tutto illuminato solo dai fari delle auto. Una pattuglia delle forze dell’ordine, allo svincolo per Baia Verde effettua controlli. Lontano da tutto e da tutti, dalle discoteche pienissimee dai lidi frequentatissimi, frotte di ragazzi si preparano la< loro notte sotto le stelle, per stare insieme, amoreggiare, ridere e magari bere un poco. «I falò non si possono fare – dice Gregorio di Matino – però mi concedo almeno una volta all’anno lo spettacolo di guardare il cielo da qui, le sensazioni sono indescrivibili: milioni di stelle sopra di noi, il rumore del mare e una bella compagnia accanto. E che vuoi di più?».

Ilaria Lia

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