Mauro Romano, la Procura vuole archiviare ma i genitori non mollano: «Dovete cercare ancora»

Oggi Mauro Romano avrebbe quaranta anni. Non si rassegnano i genitori che hanno perso gli anni dell’infanzia e della giovinezza del loro fi glio. Vorrebbero almeno recuperare quelli della maturità. «Non smettete di cercare Mauro» continuano a chiedere

Racale. Non c’è niente che possa fermare una madre e un padre che cercano la verità sulla scomparsa del loro figlio. E non importa nemmeno quanto tempo sia passato, né quanti giudici si siano già espressi.

Che fine ha fatto il nostro Mauro? sarà la domanda che Gianni Natale e Bianca Colaianni, i due genitori,  si faranno ogni mattina appena svegli e l’ultima la sera prima di dormire. Nessuno, quindi, si potrà meravigliare che di fronte alla decisione della Procura di Lecce di archiviare il fascicolo che riguarda la sparizione di Mauro, il loro figlio, i genitori si siano di nuovo opposti attraverso il lor avvocato, Ezio Garzia, che ha depositato  nella cancelleria del gip Annalisa De Benedictis, l’opposizione alla richiesta di archiviazione.

La procura intende archiviare il caso perché dal supplemento di indagini non sarebbe emerso nulla di concreto.Inutile, quindi,continuare.

Il caso del piccolo Mauro Romano è noto. Sparì nell’estate del 1977, il 21 giugno poco dopo essersi fermato a giocare con alcuni coetanei, elemento che è venuto fuori solo recentemente. Tra questi coetanei c’era anche Vito Paolo Troisi di Racale, ora nel carcere di Opera a Milano condannato all’ergastolo per un omicidio di mafia. Tutti i ragazzini che quel giorno giocavano con Mauro sono stati sentiti, tranne Troisi. Ora i genitori insistono sulla necessità di sentire la  sua testimonianza  che potrebbe rivelare circostanze importanti per la soluzione del caso.

Nel settembre scorso Troisi aveva scritto una lettera ai coniugi Romano in cui si legge:«Quel maledetto giorno, io con altri ragazzi stavamo giocando e poi Mauro è sparito. Vi voglio dire che sono un padre di famiglia pure io e che posso capire il dolore che vi portate dentro da tanti anni. Con Mauro eravamo buoni amici, giocavamo molto spesso insieme» Poi  Troisi dice che in seguito si è ricordato di un episodio e parla di «un incontro con un giudice di Milano per dire di quell’episodio che mi sono ricordato» Solo che successivamente ha fatto sapere attraverso il suo legale che «Sulla scomparsa del piccolo Mauro non so nulla. Tutto quello che sapevo l’ho già detto».

Le cose, quindi stanno a questo punto: la Procura che ritiene che nuove testimonianze non possano aggiungere niente e la tenacia dei genitori che si appellano al minimo indizio, alla più piccola speranza per sapere finalmente la verità.

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