Le mani dei “gallipolini” sopra il “PalaRock”

Incendio Palarock Aradeo 3ARADEO.Non erano solo i lidi e i locali da ballo del Gallipolino nel mirino del gruppo Padovano-Parlangeli: non sfuggiva loro niente che fosse fonte di consistenti somme di denaro. Come il PalaRock di Aradeo. Anche lì erano arrivati infatti gli effetti del “cambio” – di certo non indolore e legale – tra l’agenzia di Gianluca De Giorgi di Gallipoli e gli emergenti Angelo Padovano di Gallipoli e Roberto Parlangeli di Carmiano, che avevano da tempo fiutato l’affare della security (uomi ni di guardia in discoteche, stabilimenti balneari, durante le feste) e se ne erano impossessati con le brutte.

Così, al PalaRock di Aradeo all’agenzia di De Giorgi, rappresentante qui di una società di Napoli, era subentrata quella – creata appositamente e per tempo – con a capo Fabio Pelegrino di Galatone, arrestato come gli altri nell’operazione notturna “Baia verde” di metà luglio a Gallipoli. Dopo il diniego dell’autorizzazione ad esercitare quell’attività, Pellegrino avrebbe passato il tutto all’altra società neonata, con a capo Luca Tomasi di Carpignano salentino. Sul versante aradeino si contano decine e decine di segnalazioni e informative dei carabinieri di Aradeo e Galatina, tutte di conferma dei metodi usati. Il PalaRock nell’ottobre scorso era stato incendiato e praticamente distrutto (foto). Secondo alcune intercettazioni, l’attentato sarebbe stato causato dal clan galatinese dei Coluccia, che non avrebbero gradito l’arrivo dei “gallipolini” nella loro zona.

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