Andiamo, è tempo di gustare

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Alliste. Un “arcipelago” di locali nell’isola (pedonale) di Felline. C’è da scommettere che, se pure fosse reale il “casello autostradale” (come qualcuno ha definito le sbarre telecomandate a chiusura del centro storico), la gente ne pagherebbe volentieri il pedaggio, pur di aver accesso a quelle isole di ristoro (pizzerie, ristoranti, botteghe enogastronomiche) all’interno.

Ben tre sono nel “recinto” di Piazza Castello, ma quando ancora si viveva tutti d’amore e d’accordo sulla “terraferma”, c’era solo l’“Antico monastero” che, nel 1999, posò la prima pietra della fama culinaria di Felline. «Nato per scherzo», si legge sul profilo facebook del ristorante pizzeria di Massimo Casto: «Risiedevo a Modena, quando un incontro mi cambiò la vita. Non è stata l’unica circostanza fortunata: nella fase di apertura del locale, ogni problema che si presentava, anche di natura economica, si risolveva come per incanto». Di certo non per magia, però, il nome del suo locale è comparso, dal 2008 al 2010, sulla guida “Gambero Rosso”. Qual è il punto di forza? «Differenti per gusto» è lo slogan sui biglietti da visita: «Quello che abbiamo sempre cercato di garantire – spiega il titolare – è la costanza nella qualità e la continuità del personale. Dall’apertura ad oggi, la cuoca è rimasta mia moglie».

Sono due, invece, i “piatti forti” su cui punta, dal 2003, il secondogenito e vicino di casa “Posto divino” di Fabiano Viva. Innanzitutto, qui si può assaporare il “gusto” antico di star seduti, a scelta, nella saletta che un tempo era il luogo di lavoro del ciabattino, del barbiere, o ancora quello del fornaio. Non a caso, infatti, il ristorante pizzeria si affaccia, per un lato, su via Forno, in memoria di quella che era la strada percorsa dagli abitanti del paese per andare a comprare il pane. Oggi, invece, quello che attira da questa parte sono gli antipasti: «Colpisce soprattutto la presentazione dei piatti – ci tiene a sottolineare Viva – così tanto che vengono spesso fotografati dai clienti e “postati” sui social network».

Ha una vita “virtuale” anche l’altro locale di Piazza Castello, “ ‘E patrune”, che su Facebook pubblicizza serate a tema e degustazioni “musicali”. «Amiamo definirlo come un luogo nato, appena l’estate scorsa, per valorizzare i nostri prodotti»: così ne parla chi lo gestisce, Marta Cesi (titolare dell’azienda vinicola “Dei agre”) e Vincenza Portoghese che lì ha portato l’olio “Adamo” dell’azienda di famiglia. Spostandosi nell’altra isola, poi, quella di Piazza Caduti, s’incontra il “Mulino di Alcantara”, specializzato nel pesce fin dal 2007. Le fettuccine al negramaro con scampi e la tagliata di tonno con crema di pistacchi, infatti, sono i piatti tipici del ristorante di Antonio D’Agostino.

Fuori dalle isole, poi, sulla terraferma, abitano due altri locali. Nelle vicinanze di Piazza Castello c’è “Il Muraglione” (di Mario Ferocino, classe 2010) attraversato, internamente, dall’antica cinta muraria che separa le varie salette. Un ambiente “caldo”, non solo per il camino acceso in inverno, ma anche per quegli odori rustici che richiamano il calore familiare.

Molto lontano dall’isola, invece, più di quanto si possa pensare, è il “Totogrill” (braceria e B&B su via Alliste) della famiglia Trentin. L’origine belga dei titolari, infatti, rivive nelle specialità della casa: l’entrecôte di vacca francese e la panineria.

Roberta Rahinò

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