Luigi Guidano: «Ho lavorato solo per la città»

di -
0 675

Taurisano. Dieci anni alla guida di un paese popoloso e non certo facile e ora, in prossimità della scadenza di mandato e delle amministrative del 15 e 16 maggio, anche per Luigi Guidano è tempo di fare il bilancio di una esperienza politica e umana.

Come si sente ora che si sta chiudendo una parentesi amministrativa lunga ben 10 anni?
«È stata un’esperienza positiva, esaltante, perché ho cercato sempre di essere disponibile a risolvere i problemi di una comunità nella quale mi sento e sono cittadino».

Alla fine di questo lungo percorso, c’è una cosa di cui va particolarmente fiero?
«C’è una cosa di cui vado fiero non solo io ma tutti i cittadini: la realizzazione della fognatura nera che era un’esigenza sentita da decenni. Per questo mi sono impegnato appena eletto nel 2001 cominciando dall’impianto di depurazione che ancora non c’era. Certamente ci sono altre cose da ricordare. Ho ereditato una amministrazione che era isolata da qualunque contesto a livello istituzionale. L’ho fatta uscire dall’isolamento e tante opere pubbliche sono state realizzate già nei primi cinque anni: abbiamo una biblioteca ristrutturata e fornitissima; abbiamo portato alla luce la casa natale di Vanini e sistemato il palazzo municipale; con i comuni di Ugento, Acquarica e Presicce abbiamo ottenuto due milioni di euro per sistemare il centro storico e noi rifaremo il look a piazza Castello».

Che ostacoli ha incontrato nella sua azione amministrativa?
«Devo dare atto che la maggioranza con cui ho amministrato (centrosinistra, ndr) non mi ha dato problemi. Devo anche aggiungere, però, che manca una cultura di governo della cosa pubblica che veda anche l’opposizione coinvolta positivamente per risolvere quelli che sono i problemi comuni di un paese».

C’è qualcosa che non è riuscito a portare a termine e che invece avrebbe voluto realizzare?
«Non ho grossi rammarichi ma avverto l’impotenza verso situazioni di disagio sempre più diffuse: giovani disoccupati, famiglie che non arrivano alla fine del mese, l’impotenza che un amministratore prova di fronte a situazioni che è impossibilitato a risolvere. Tutti sanno che i trasferimenti statali per le politiche sociali sono ridotti da tempo, si ridurrano sempre di più e che gli enti locali non possono fare molto, ma il rammarico di non poter fare di più resta».

Taurisano negli anni scorsi, a partire dagli Ottanta, non godeva di una buona immagine per colpa di una criminalità piuttosto agguerrita. Pensa che la sua amministrazione abbia contribuito a cambiare qualcosa?
«Devo dire che la mia amministrazione ha sempre operato con limpidità e trasparenza nel rispetto delle regole. A cambiare la situazione hanno contribuito anche altri fattori. la presenza del commisssariato di polizia, il cambio generazionale in politica. Possiamo dire che oggi siamo in una condizione normale di maggiore sicurezza».

Nel momento in cui si chiude un periodo importante e impegnativo della sua vita, per che cosa vorrebbe essere ricordato dai suoi cittadini?
«Vorrei sicuramente essere ricordato come il sindaco che ha lavorato nell’interesse esclusivo della sua città».

Commenta la notizia!