“Lido da smontare” dice il Tar ma il Samsara è pronto a nuovi ricorsi

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Gallipoli – “Cercheremo di valer valere le nostre ragioni ricorrendo al Consiglio di Stato”. I titolari del Samsara non si arrendono di fronte alla recente sentenza del Tar che, di fatto, li costringe a rimuovere la struttura del noto lido sul litorale sud di Gallipoli. I giudici amministrativi hanno, infatti, respinto la richiesta di sospendere l’efficacia dell’ordinanza di smantellamento emessa dal Comune di Gallipoli in seguito alla sanzione comminata dalla Capitaneria di Porto.

Le tappe della vicenda – Una vicenda intricata e controversa in cui, di volta in volta, si aggiungono nuovi elementi di valutazione e discussione. Della Capitaneria la contestazione circa l’uso “improprio” della licenza balneare atteso che il suolo demaniale marittimo è stato utilizzato per attività di intrattenimento con i beach party; del Comune l’ordinanza di smantellamento quale conseguente “atto dovuto”; della Regione la conferma che l’ordinanza balneare  consente l’attività danzante in spiaggia “purché accessoria a quella di balneazione”; del Tribunale amministrativo la sentenza che chiarisce la legittimità delle feste in spiaggia “a patto che queste abbiano valore di accessorietà” nei limiti acustici imposti dall’articolo 3 della stessa ordinanza regionale. Da qui il ricorso respinto per due motivi: la mancanza del requisito di “accessorietà” poiché durante l’attività musicale la folla di fatto, secondo i giudici, impediva l’uso di una parte di bagnasciuga (e quindi la balneazione) ed il mancato rispetto delle imposizioni sui decibel. Proprio su questo secondo elemento in particolare i titolari del lido gallipolino non ci stanno. I rilievi della capitaneria si basano su alcune foto e su un video girato il 15 agosto 2017 in cui il Tar evidenzia il livello di emissioni sonore oltre il consentito e contesta il sovraffollamento, la rimozione di ombrelloni e lettini per far posto alla pista da ballo, la mancanza dei requisiti di sicurezza e l’apposizione della bandiera rossa che evidenzia l’impossibilità della balneazione.

I titolari – «È assurdo – commenta David Cicchella- che la sentenza secondo cui dovremmo smantellare e che conferma la revoca della licenza del lido si basi non su prove e rilievi scientifici effettuati in loco ma su un video e su alcune foto che mostrano un particolare momento e non una situazione protratta nel tempo. Proprio per questo non ci arrendiamo anche se ormai la stagione è compromessa».

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