Le prime mosse tra molti cocci

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Palazzo Balsamo, foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli. A rendere questa estate torrida più del solito vi è lo sconquasso politico che sembra aver chiuso una stagione dal disegno ardito, con contorno di sospetti: l’opposizione di centrosinistra che passa a sostenere il sindaco eletto al ballottaggio dal centrodestra, in nome di un fronte anti-Barba, l’uomo forte su piazza, economicamente e politicamente. Troppo forte, tanto da giustificare alleanze di questo tipo, dal forte sapore liberatorio per i protagonisti improvvisamente insieme, a lavorare gomito a gomito e pure con qualche risultato. Reggerà questa “santa alleanza”?

Difficile a dirsi oggi. In questi giorni, tanto per dire, un partito che sembrava sull’orlo di drammatiche divisioni, tra amministratori e dirigenti politici con Venneri e consiglieri determinanti per abbattere lo stesso sindaco, procede con riunioni unitarie come se nulla fosse successo. L’Udc gallipolino si è riunito con il commissario Felice Stasi, l’ex vicesindaco Francesco Errico, gli ex consiglieri Caiffa e Padovano, il consigliere provinciale alleato di questi ultimi, Quintana. Questo l’ufficioso; di ufficiale vi è un incontro con i dirigenti provinciali di Giuseppe Venneri: per fare cosa si vedrà, anche se si parla genericamente di “chiarimenti”.

«Il centrodestra ripartirà dal Pdl e dalla Puglia prima di tutto – dice Giovanni De Marini, esponente del Ppdt – poi si vedrà se si potrà trovare un’intesa con l’Udc. Da qui alle elezioni possono succedere tante cose». E delle sospette zone grige, indicanti una presunta contiguità tra espnenti di primissimo piano del centrodestra e gruppi criminali? De Marini non ci crede più di tanto: «Se n’è sempre parlato – dice – a me sembra un paravento per nascondere le difficoltà di chi non sa sconfiggere gli avversari sul terreno politico. Non si possono ancora fare queste guerre sante contro una persona, l’on. Barba. A me non risulta che ci siano diavoli in giro». Per le analisi politiche il centrodestra rimanda tutto a dopo l’estate.

Forse anche il centrosinistra farà così, ma da queste parti i cocci sembrano più numerosi ed aguzzi: la scelta, difficile, del Pd non è piaciuta nè alla Sel nè alla federazione di sinistra, ex Prc e compagni. E’ facile immaginare che qualcuno non resisterà alla tentazione di chiedere teste altrui. Intanto però Pd e Venneri, con la Poli, sostengono la tesi delle ombre lunghe di potentati operanti sotto traccia ed invocano “fari puntati” su questa realtà proprio per sgomberare il campo da presunti rapporti assai discutibili se non proprio censurabili. E c’è chi ricorda le critiche pubbliche del sottosegretario all’Interno, Mantovano, in occasione dell’uccisione di un boss locale, circa alcune presenze a quei funerali.

Sul piano più squisitamente politico, mentre De Marini e la “Puglia prima di tutto” rispondono al Pd (“diseducativo il suo atteggiamento”), i democratici preparano una manifestazione estiva per parlare di cose fatte e programmi.

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