Las Vegas? È a Casarano; Maglie, Nardò e Tricase incalzano. I virtuosi? Dalle parti di Alezio

Gallipoli – Nell’immaginario collettivo è la città che ha subito il colpo più duro dal declino tumultuoso del Tac, il settore che sfornava camicie, pantaloni, scarpe e simili. Che ci fa allora in testa ai “fornitori” di denaro liquido all’Amministrazione autonoma ei Monopoli di Stato? I casaranesi hanno sborsato – anche gli inconsapevoli, essendo noto il limite delle medie percentuali – nel 2016 ben 1.275,8 euro a testa. Certo, si dirà, si sono divertiti giocando alle video lotterie e alle slot nei 151 punti disseminati in città. Ma il dato resta, e resiste almeno nel Centro-Sud Salento. Corroborato da un altro numerino: le giocate sono aumentate rispetto all’anno precedente del 10,9% per un totale di 25 milioni 740mila euro. Messo il tutto in rapporto alla popolazione (20mila abitanti circa) ed al reddito pro capite (13.770 euro) se ne deduce che i virtuosi non abitano a Casarano. Sono in buona compagnia, però.

Quel brivido a cui non si sa rinunciare fa molti proseliti. Calano diversi indici eppure Maglie incalza da presso con 1.168,8 euro a testa di giocate; l’anno prima erano stati 1338,5 (-13,1). Ci sono meno macchinette in giro (ne restano comunque 121: più di 8,4 per mille abitanti), eppure il gruzzolo versato ammonta ancora a 16 milioni 770mila euro. Tra i poco virtuosi anche i neretini con 987,6 euro pro capite con un incremento dell’8,3 ed una raccolta di 31 milioni 120mila euro tra slot e lotterie on line. Le “occasioni” per puntare sono distribuite in 259 postazioni. Segue Tricase con un totale simile a quello di Maglie (16 milioni 820mila euro) che fanno un “dividendo” di 954,4 euro a cranio per un incremento di 9,4% presso i 141 apparecchi a disposizione. Accondiscendenti alle tentazioni da arricchimento rapido anche a Poggiardo: 846,2 euro a testa, 13,8 in più e un totale di 5 milioni 130mila euro. Un particolare: per ogni mille abitanti ci sono 11,4 macchine. Jonio e Adriatico uniti nelle puntate: Porto Cesareo (696 euro a testa) e Otranto (695 circa), il primo con un balzo del 20,2% di giocate, stazionario l’altro; insieme oltre 8 milioni.
Prendono – ma giusto un po’ – le distanze dai peccatori incalliti i gallipolini. Il loro “obolo” ai Monopoli è di appena 10 milioni 530mila euro, in gran parte provenienti dalle slot (un vero e proprio exploit); pro capite fanno 509 euro (erano 454,6). I nuovi giocatori attirati da 112 punti sono stati quasi 12 per ogni cento abitanti di Gallipoli. In una Puglia, va detto, he ha sborsato per giocate oltre 6 miliardi nell’anno in questione, un nuovo record, e con Lecce e provincia subito dopo Bari, con un miliardo e 200milioni circa.

Incrementi a due cifre e consistenti. Il montante esercito degli appassionati – troppo, in numerosi casi, fino a sfociare nella ludopatia – oltre alle realtà già citate, si trovano a Taurisano (41,6%, tutti appesi alla manopola delle slot machine) portando la quota da 205 euro a 293 pro capite; Cutrofiano (+30,1, con 123 apparecchi pari a 14 quasi per ogni mille abitanti ed un incremento del 75% in un anno); Scorrano (+23,3); Castrignano del Capo (+22) e Ugento (+20,5).

Ma ci sono anche i segni meno. Con qualche sorpresa rispetto a qualche anno fa. A Racale gli incassatori statali devono registrare una debacle o quasi. Dai 1.085,5 euro del 2015 si è scesi fino a 460,5 euro. Le giocate complessive sono crollate del 57,7, pur mettendo insieme 5 milioni 40mila euro e con un aumento degli apparecchi a portata di mano (+9,4). Parabola discendente anche nella vicina Alliste, da 931,9 a 615,3 a residente. Il numero di giocate ha segnato un -34,1. Restando in area “Tram” (dall’acronimo dei quattro Comuni quasi confinanti), i cittadini di Taviano “versano” 3 milioni 870mila euro (319,8 a testa) e consegnano un +14,9% di incremento di giocate). A Melissano le giocate salgono dell’11,2, vi è un +51,9 del numero di slot per un conto pro capite di 334,3 euro.
Aradeo segnala 3 milioni 390mila euro messi insieme, per un’aliquota individuale di 359,7 euro, quasi stabile con un aumento delle postazioni da gioco. Galatone invece ha ben undici slot per ogni migliaio di abitanti per un totale di 171 (+128%) e 4 milioni 250mila euro.

I parsimoniosi resistono: qualche caso. La virtù della parsimonia abita in terra messapica. Alezio e gli aletini sono tra coloro che si contengono: mettono “in discussione” una parte piccola dei propri averi, cioè 872.500 euro nell’anno appena trascorso, sia pure con un +11,8 di giocate; a testa fanno 153 euro o poco più. Parabita è a 210 euro ed un +9% di giocate per un ammontare di 1 milione 920mila euro. Matino però, attaccato al paese precedente, è a 324 euro pro capite con un aumento del 15,4 ed un raddoppio dei totem (ora sono 68) per una conto finale di 3 milioni 720mila euro. Sannicola non molla più di 164 euro (erano 138,5) e 970.160 totali; i giocatori sono cresciuti del 18,9. Di questa area del Gallipolino esce un po’ dal coro Tuglie: pro capite i tugliesi pagano a questo “vizio” 371,6 euro (ma erano 389); la somma fa 1 milione 940mila ma. A parziale consolazione c’è un altro dato: le giocate sono scese del 5,2% come il numero delle postazioni (-7,7). C’è speranza.

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