La Festa grande

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Sannicola. La festa non si fa scoraggiare dalla crisi, perché la Madonna delle Grazie è così preziosa che i sannicolesi mai hanno rinunciato ai suoi festeggiamenti: nè durante la guerra nè l’8 settembre 1943 quando il generale Badoglio annunciò, per radio, l’armistizio.
Per la fine (vera) delle ostilità si dovette attendere altri due anni, ed altri ancora per il rientro a casa dei reduci, ma quell’8 settembre la Madonna aveva fatto la “grazia” e, di certo, non si poteva non festeggiarla. Che festa, sia, dunque, anche quest’anno dal 7 al 9 settembre.
Con Francesco Renga  ospite musicale (il 9 in piazza della Repubblica con ingresso libero), la festa è fatta con le luminarie De Cagna, i concerti bandistici di Conversano, Montescaglioso, Racale (appena reduce dalla Notte della taranta) e la Filarmonica di Gallipoli. Poi i fuochi d’artificio delle ditte Chiarappa di San Severo, Coluccia di Galatina e Maggio di Sannicola, la sfilata dei carrettieri, il fischietto e il tamburo che percorreranno il paese all’alba e al tramonto, così come la meravigliosa infiorata e l’addobbo della chiesa.
«Sottolineiamo – commenta Tiziano Piccione, presidente del comitato Festa – che, in un periodo come questo, riuscire a mantenere alto il livello della nostra festa è merito dei volontari, degli sponsor e delle donazioni dei cittadini. Il comitato è impegnato per due mesi nella raccolta fondi. La festa non si fa con fondi ecclesiastici o pubblici: si fa completamente con le donazioni dei cittadini – continua il presidente del comitato – e con i proventi della sagra cui gli stessi cittadini contribuiscono col loro lavoro». I carrettieri, inoltre, contribuiscono al “fuoco di Coluccia” che viene sparato al termine della sfilata dell’8, mentre Giovanni Cauzo, per devozione, offre il “fuoco di Maggio” al termine dei concerti bandistici. Sempre per devozione Luigi Piccione offre l’infiorata e i Giardini Raimondi l’addobbo della chiesa.

Maria Cristina Talà

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