Incidente mortale sulla 101 Lecce-Gallipoli

Un'immagine del luogo del terribile impatto.

Un'immagine del luogo del terribile impatto

Gallipoli. L´ipotesi più accreditata all´origine dell’incidente mortale avvenuto, di recente, sulla strada statale Lecce-Gallipoli rimane, al momento, la distrazione.

Un attimo di inspiegabile, ma possibile, disattenzione è costato la vita ad Antonio Mercuri e Mauro Meret, entrambi 39enni, rispettivamente di San Simone e di Racale, i protagonisti del terribile “frontale”. Entrambi descritti come due uomini “onesti e grandi lavoratori” da quanti li conoscevano ed ora piangono la loro prematura scomparsa.

La dinamica esatta del sinistro è al vaglio della Polizia stradale ma tra i pochi elementi certi, oltre al decesso dei due uomini, c’è il fatto che  Mercuri viaggiava contromano.  In realtà neanche l´elemento “distrazione fatale” riuscirebbe a giustificare questo incidente, le cui cause molto probabilmente rimarranno un mistero.

Mercuri conosceva benissimo quelle strade, percorse tante volte per lavoro. Quella sera maledetta era a bordo della sua Fiat Punto e percorreva la provinciale che da Lido Conchiglie conduce a Sannicola, ma non è chiaro dove avesse intenzione di andare.

Qualcuno ipotizza che, prima di rientrare a casa, avesse deciso di passare da una campagna, di cui si occupava, essendo provetto giardiniere. Così, invece di attraversare l’incrocio che da Lido Conchiglie porta a Sannicola, l’uomo avrebbe svoltato a destra e, dopo aver percorso alcune centinaia di metri, sarebbe giunto su un incrocio con diversi svincoli. A questo punto un attimo di distrazione lo avrebbe portato ad imboccare la strada giusta ma in direzione sbagliata e a percorrerla per alcuni chilometri.

Chissà quanti pensieri si saranno susseguiti nella sua mente: avrà creduto di poter svoltare al primo svincolo sperando, comunque, di non trovare qualcuno di fronte. Di certo avrà avuto così tanta paura da non sapere che fare, finchè, subito dopo un curvone, c´è stato l’improvviso e terribile scontro con l´Alfa 156 condotta da Meret e diretta verso Gallipoli. In un attimo tutto si è trasformato in un groviglio di lamiere e di corpi straziati. Sul terribile sinistro in paese sono state dette tante cose: alcune vere, molte altre false. Difficile credere che il tragitto compiuto da Mercuri sia scelto da alcuni automobilisti con lo scopo di percorrere meno chilometri visto che la statale e le località ad essa vicine sono ben collegate con le vie secondarie.

Neppure è vero che la zona sia priva di segnaletica stradale, che c´è e pure ben visibile. È invece vero che Mercuri, durante il suo tragitto contromano è stato notato, e segnalato, da altri automobilisti in transito ma che le forze dell´ordine non hanno fatto in tempo ad intervenire. Forse, però, quanto accaduto realmente quel sabato pomeriggio non potremo mai saperlo perché Antonio non c´è più.

Federica Sabato

 

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