Angelica, gioca ecco il tuo parco

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L’inaugurazione del parco pubblico nell’area di 7mila mq confi scata sulla via per Alezio

Parabita. La trascinante allegria del gruppo comico dei Malfattori ed una platea di oltre settecento persone hanno salutato lo scorso 6 maggio l’esordio di Parco Angelica, l’area eventi di circa 7mila metri quadri inaugurata lo scorso 28 aprile dalla riconversione di un bene confiscato alla criminalità e fino a quel momento teatro di sangue e dolore.

“Todo cambia”, aveva ricordato don Angelo Corvo,  della parrocchia “San Giovanni Battista” ora custode del bene, citando il titolo di una canzone di Mercedes Sosa scelta come colonna sonora della cerimonia di consegna. «Non un affare, ma un’opportunità, non una fortuna da sfruttare ma un’occasione di riscatto», aveva rilevato lo stesso don Angelo, che ha dedicato il suo impegno a quanti hanno perso la vita, la speranza e la libertà a causa della cattiveria umana.

Il parco, situato sulla strada provinciale Alezio-Parabita, sequestrato ad un uomo ucciso nel 2008 con cinque colpi di pistola e sospettato di essere il re di un giro di aste giudiziarie truccate, è tornato, dopo quattro anni, nelle mani della società civile. Grande sostegno alla parrocchia, che gestirà la struttura fino al prossimo 31 dicembre, è giunto dalle autorità presenti alla cerimonia inaugurale.

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia  ha assicurato la piena disponibilità dell’Amministrazione da lui guidata per agevolare il nuovo corso del parco, non più luogo di morte ma spazio di vita e di speranza. Concordi gli interventi dell’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano e del prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, nel sottolineare l’importanza della collaborazione tra Chiesa e Stato nella comune lotta per la legalità, ricordando la figura emblematica di don Pino Puglisi e di tutti coloro che hanno contrastato la criminalità pagando carissimi prezzi.

Emozionanti anche le parole inviate da Rita Borsellino, idealmente vicina alla comunità parabitana, e del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, mons. Domenico Caliandro che, grato della fiducia concessa alla sua famiglia parabitana, ha invocato per tutti responsabilità e coraggio nella gestione della struttura.

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