Il segreto di longevità di Donna Anna

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Al centro Anna Leganza

Parabita. Quando il medico ha visto le sue analisi del sangue, semplici routine di controllo, stentava a credere ai suoi occhi, controllando e ricontrollando i dati anagrafici. I valori riportati potevano essere quelli di una giovincella,  ma lei aveva appena compiuto 103 anni. Donna Anna Leganza, classe 1908, è la donna più anziana di Parabita.

Centenaria solo sulla carta, perché lei, “ringraziando il Signore” – come dice sempre,  ha salute, forza e lucidità da vendere. Le piace fare i cruciverba, ha una collezione di coroncine benedette ed una passione per Aleksandr Solženicyn, lo scrittore russo autore di “Arcipelago Gulag”, del quale ha letto tutte le opere.

La lettura è stato un suo grande amore sin da quando era ragazza, soprattutto di romanzi. Merito forse di suo padre, Domenico, che era un insegnante. Ma se le si chiede che scuole ha frequentato, risponde con un moto d’orgoglio che “la cultura non si misura a titoli”, perché lei pur non avendo continuato gli studi dopo la scuola elementare, ha sempre fatto tutto da sé, da autodidatta.

Ha anche un sorprendente talento nella scrittura, e le poesie che ha scritto è pronta ancora oggi a recitarle tutte a memoria, con un italiano intessuto di vocaboli forbiti e ricercati, frutto di una delicatezza linguistica che oggi non si usa quasi più. “Noi avevamo D’Annunzio che inventava parole nuove e belle”, ricorda.

Una donna di un’altra epoca, che però ha saputo stare al passo con i tempi. Trova giusto che oggi le donne lavorino ed abbiano l’occasione di realizzarsi nella carriera. Ai suoi tempi non era concesso, e lei è stata una mamma di famiglia a tempo pieno, ricordandone la bellezza, ma anche le difficoltà.

«E’ vero che stavamo sempre in casa, ma non c’erano le comodità di oggi. Non c’erano acqua corrente o elettrodomestici, bisognava fare tutto da sé». Un ricordo speciale va anche a suo marito, scomparso da diversi anni, che lei definisce sempre un galantuomo, perché galante nei modi e nobile nell’animo. Per potersi sposare, nel 1938, dovettero chiedere una dispensa papale, perché erano cugini di primo grado, da parte del padre. Insieme hanno avuto due figli, Maria ed Ernesto, e l’insegnamento più grande che donna Anna ha cercato di dar loro è di essere indipendenti e contare sempre sulle proprie forze. Ma non le piace tanto perdersi nei ricordi, preferisce guardare al presente.

E l’oggi è la sua famiglia. Oltre ai suoi figli, anche 5 nipoti e 7 pronipoti, di cui uno in arrivo, che la riempiono d’affetto. E a chi le chiede il segreto per arrivare così in salute alla sua età, risponde che la serenità dello stare in pace con se stessi e con gli altri, senza far del male a nessuno, sono stati sicuramente la sua medicina migliore.

Daniela Palma

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