Il male più l’Inps: invalido al 100% ma senza pensione

anziano in carrozzina

SANNICOLA. Combattere, con una forza inaudita, contro un terribile tumore, legarsi alla vita con tutte le energie, alzarsi dal letto anche quando i medici consigliano di non sforzarsi, e poi scoprire che altre battaglie, questa volta burocratiche, ti attendono e ti complicano una vita già quanto mai difficile.

Accade a Nicola Napolitano, 62 anni, di Chiesanuova che lotta contro il male che lo colpito e contro l’Inps che gli ha sospeso la pensione. «Al seguito di un tumore – spiega l’avvocato Daniele Colella – ha subito la glossectomìa, che è l’asportazione totale della lingua. Per questo motivo non è più in grado di mangiare normalmente, ma ha bisogno di utilizzare un  sondino e di alimenti particolari come omogeneizzati di carne di cavallo, latte, alcune verdure frullate».

L’uomo è stato riconosciuto invalido al 100% e gli è stata riconosciuta una pensione “di 270 euro mensili” come lo stesso pensionato sottolinea facendosi capire, seppur con grandi difficoltà. Napolitano vive da solo e, avendo parenti anch’essi non in salute per l’età, ha bisogno di aiuto.

Per questo ha chiesto all’Istituto di previdenza sociale l’indennità di accompagnamento, prevista dalla legge proprio per sopperire, o quanto meno alleviare, tali difficoltà. Paradossalmente, proprio la difficoltà nel farsi capire durante le visite mediche, alle quali si è recato da solo non avendo chi lo potesse accompagnare, ha causato delle incomprensioni e addirittura la sospensione della pensione.

«Da giugno non percepisce nulla e questo lo pone in una gravissima situazione economica. Abbiamo sollecitato la visita per il ripristino ed è stata effettuata a fine luglio. Il suo diritto alla pensione è stato riconosciuto, ma ad oggi non ha ricevuto versamenti. Per lui si tratta di un vero e proprio calvario» conclude l’avvocato Colella. Il legale auspica che tutte le autorità preposte, dalla Regione, all’Ambito e ai Servizi sociali comunali pongano in essere tutte le azioni possibili per aiutare chi, come il suo assistito, versa  in queste gravi situazioni, magari attraverso l’assistenza domiciliare, i buoni acquisto per alimenti particolari o maggiore informazione sugli strumenti esistenti.

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