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Andrea Donaera

Gallipoli. Si può cantare oggi l’amore per una ragazza, quello che non si esaurisce in pochi incontri, quello assoluto che coinvolge cuore, pensieri, luoghi, tutta la vita? E si può ancora piangere se l’amore non è corrisposto, se lei è una libellula che sfugge perché non si rende conto della profondità del sentimento del ragazzo? Sì è possibile, almeno in poesia.

Andrea Donaera nel suo canzoniere d’amore “Il latte versato” lo fa con tale forza emotiva e poetica che è difficile fermarsi prima di arrivare all’ultimo dei 61 brevi componimenti. È amore reale? È amore solo poetico? Non conta la risposta perché questo piccolo libro è davvero “un amore di versi”, bella poesia da far leggere agli adolescenti, soprattutto a quelli di lungo corso che passano da un amore all’altro giustificando nella  precarietà dominante anche la fatuità dei sentimenti.

Quello che Donaera canta è un amore eterno, che stempera la malinconia nel ricordo e rimane forte e saldo anche nella consapevolezza dell’abbandono. È giovane il poeta, ha solo 23 anni, ma la sua poesia è ricca di antichi echi letterari (Pavese, Montale) pur conservando la freschezza e il ritmo quasi prosastico di un racconto diaristico.

Al centro una ragazza che percorre con leggerezza la vita e i luoghi del poeta, “coi capelli legati in una coda/ color mogano” (ma a volte sono biondi), con “gli occhiali grandi e con lenti scure”, dagli occhi del colore “azzurro ingrigito/ delle corriere sporche/ che vanno e che vengono”. Sono i luoghi consueti che fanno da cornice: Gallipoli ma anche Lecce, le vie che portano all’ Università, i bar, gli incontri nel capoluogo. Una ragazza inconsapevole del potere che esercita sull’uomo, leggera come una farfalla.

Continua a scrivere Donaera, in autunno la prima prova narrativa. L’aspettiamo.

(Andrea Donaera. “Il latte versato” Sigismundus editrice Ascoli Piceno 2012)

  • Laztop

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  • Emiliano Picciolo

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