I contrasti di una stagione particolare

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fernando-daprileQuesta estate ha il forte sapore dei contrasti. Il mare premiato, limpido, amabile e il canale inquinato, le acque torbide, i traffici inconfessabili.
Le relazioni allegre di giovani e non, i gruppi vocianti, gli sciami in bici e le relazioni pericolose di “uomini d’onore” senza bellezza, le “famiglie” opache e chiuse, gli affari aggressivi.
Il calore e il colore delle feste all’aperto, l’inclusione naturale di chi viene da fuori, l’ammirazione e persino l’amore che ci regala consigli. La freddezza dei calcoli, l’esclusione  dei clan, quel corpo buttato in un pozzo, il tritolo in un negozio.
Il tempo incerto che si apre comunque al sole, la solidarietà che suda e avanza, i tentativi di inserire maggiori dosi di civiltà. Il braccio di ferro fra regole e irregolari, il ricorso a codici e codicilli pur di spuntarla, l’agosto come una banca da svuotare.
Un gestore di lidi calcola: “Anche se mi multano, una, due tre volte… i mezzi ci sono per restare aperti lo stesso, tanto basta lavorare questo mese, poi dopo possono fare quello che vogliono…”.
E si materializza anche ogni tanto anche un “lei non sa chi son io” , esempio di maleducazione consolidata e di malinteso senso del potere, attitudine a conservare previlegi vecchi basati su altrettanto vecchie acquiescienze e complicità. Totò saprebbe come spegnerli…
Voi, se potete, rilassatevi qualche giorno. Tanto, dopo si ricomincia.

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