Casarano – Sarà collegato in teleconferenza, dalla sua attuale residenza protetta, il boss della sacra corona unità Tommaso Montedoro che ha deciso di parlare nel processo che mette alla sbarra il clan di Casarano. Lo farà da aspirante “collaboratore di giustizia” dopo aver deciso di cambiare strategia difensiva affidandosi, tra l’altro, pure ad un nuovo legale, l’avvocato Sergio Luceri di Lecce. Montedoro dovrà difendersi dall’accusa di essere il mandante del tentato omicidio del 28 novembre 2016 del 42enne Luigi Spennato, ridotto in fin di vita davanti alla sua abitazione in contrada Campana a Casarano, così come di quello programmato (sempre a Casarano) per eliminare Ivan Caraccio.

L’operazione Diarchia e l’omicidio di Augustino Potenza Nel maggio 2017 fu l’operazione Diarchia a sgominare il clan che, intorno alla figura di Montedoro, era riuscito a monopolizzare la quasi totalità dell’attività criminale nella zona, soprattutto dopo il via libera ottenuto dall’eliminazione dell’altro boss, un tempo amico, Augustino Potenza. In un’altra inchiesta, Montedoro è pure accusato di essere il mandante dell’omicidio di Potenza, avvenuto il 24 ottobre del 2016 nel parcheggio dell’ipermercato cittadino. Gli imputati dell’operazione Diarchia sono 13, 12 dei quali hanno scelto la strada del rito abbreviato (solo il 37enne Andrea Cecere, di Nardò, ha scelto invece la strada del patteggiamento). Per tutti il processo è aggiornato al 25 settembre (quando è previsto pure l’ascolto di alcuni testimoni) mentre la requisitoria della Procura è in scaletta per il 9 ottobre e le discussioni con la sentenza per il 23 ottobre.

L’agguato per eliminare Luigi Spennato Di Casarano sono sei dei tredici imputati che, a vario titolo, dovranno rispondere di associazione mafiosa, detenzione di armi, droga, ricettazione, estorsioni e tentato omicidio. Quest’ultimo è quello del 28 novembre 2016, quando, secondo l’accusa, i cugini Luca (27) ed Antonio Andrea Del Genio (32) ridussero in fin di vita il 41enne Luigi Spennato davanti alla sua abitazione in contrada Campana. L’inchiesta mise alla luce i vari affari del sodalizio criminale, tra droga, estorsioni e spaccate ai danni di postazioni bancomat. Nel processo il Comune di Casarano (così come il ministero dell’Interno)  si è pure costituito parte civile (con l’avvocato Francesco Vergine) per difendere l’immagine della città.

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Gli imputati Oltre a Montedoro, ritenuto il numero uno del clan, gli altri sotto processo, oltre gli stessi cugini Del Genio, sono Damiano Cosimo Autunno (52 anni di Matino, residente a Parabita), Ivan Caraccio (31enne di Casarano), Lucio Sarcinella (22enne di Casarano), Maurizio Provenzano (47enne di Lecce) di Marco Petracca (41enne di Casarano), Sabin Braho (34enne di Durazzo residente a Brindisi), Domiria Lucia Marsano (41, di Lecce), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino) e Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano).

 

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