Gallipoli – La nascita della nuova Giunta comunale (foto)ad opera del Sindaco Stefano Minerva, ancorché in un periodo per antonomasia di distrazioni dell’opinione pubblica, ha suscitato una serie di reazioni tra il serio e il faceto, l’ironico e il sarcastico attraverso canali tradizionali (comunicati ai media) e tecnologici come le reti social.

Flavio Fasano e Gallipoli Futura Tra i primi ad aprire le danze – pubblicando note e commenti vari – è stato il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano (foto): “Buon venerdì 17 giorno ideale per annunciare la “nuova” Giunta del Sindaco Minerva! Aver deciso di “cambiare” non è forse ammettere di non aver avuto la capacità di governare? Aver cambiato gli assessori ha forse risolto la evidente crisi della “raccogliticcia” maggioranza da ballottaggio, variopinta e saltellante, che ha permesso per soli 141 voti di andare al governo cittadino? Nulla da dire per nessuno a livello professionale, molto a livello politico-amministrativo!”. La butta anche sull’ironia l’associazione Gallipoli Futura che ieri e oggi ha prodotto numerosi interventi: “Con la Giunta comunale revocata in due colpi spariscono Futuro, Bellezza, Felicità e non per ultimo Creatività (le deleghe così denominate conferite dal Sindaco, ndr)”. Gli oppositori incalzano: “Dopo aver letto con attenzione il decreto n. 22 con il quale il Sindaco ha revocato i suoi assessori alla ricerca delle ragioni e motivazioni politiche del cambiamento che si vuole realizzare, vorremmo chiedere al Sindaco Minerva se ci può indicare dove posso trovare ” il programma politico… sulla cui base ha ricevuto l’investitura popolare.. per poter perseguire con piena efficienza ed operatività…”, così come si ben motiva nel provvedimento di revoca. Sarebbe utile anche ai nuovi assessori conoscere il programma, che lei ha posto a base delle motivazioni, per poter prendere da questo gli spunti necessari per raggiungere gli obbiettivi sperati e che i precedenti assessori hanno evidentemente mancato”.

Sandro Quintana In una lunga nota il consigliere comunale Sandro Quintana (Italia

Sandro Quintana
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Destati), già vicino alla maggioranza per qualche tempo ed ex presidente della commissione consiliare Ambiente, in un passaggio sottolinea: “Ricapitoliamo: la staffetta famigliare ce l’abbiamo; il rapporto coniugale ce l’abbiamo; il vecchio che avanza ce l’abbiamo; il governo ombra ce l’abbiamo; la rassicurante ‘saggezza’ già  sperimentata ce l’abbiamo;  il diktat dai vertici ce l’abbiamo. Un mix esplosivo, una tavola imbandita con minuzia, lungimiranza, cui invitare solo alcuni prescelti, per non scontentare i parenti, i mariti, gli amici, gli amici degli amici, i mentori, gli amici dei mentori…”. E poi: “Spiegaci, Sindaco, perché non hai avuto l’energia, tu con i tuoi pochi anni, di liberarti dalle catene che da sempre avvinghiano la Città Bella! Tu consacri oggi la vittoria dei ”soliti noti”, tu ci riconsegni un copione già letto, ci condanni ad un immobilismo già vissuto”.

Silvia Coronese, chiarimenti e ringraziamenti Silvia Coronese, ex assessore, ha

Silvia Coronese

dapprima smentito voci e illazioni circa un “cambio” magari concordato in Giunta (“Vorrei specificare che io non sto cedendo il testimone a mia cognata, così come scrive qualche giornalista. Io e lei siamo due pianeti distinti e separati che non potranno mai incontrarsi”);  poi ha preso l’iniziativa di rispondere agli apprezzamenti ricevuti circa la sua attività amministrativa: “Le mie più grandi vittorie: l’affetto della gente e l’essere uscita da questa amministrazione così come vi sono entrata: sono rimasta la Silvia di sempre, fiera di non essere mai scesa a compromessi, di aver fatto il mio lavoro senza mai pensare a raggiungere scopi personali”. Quindi passa a rilevare temi ed argomenti di cui si è impegnata in questi due anni “perché non si faccia di tutta l’erba un fascio”. Dopo aver ringraziato i consiglieri del gruppo “Noi giovani con Minerva” che, “fino all’ultimo minuto hanno cercato di tutelare la mia posizione all’interno della Giunta”, Coronese ricorda il cambiamento intervenuto nella gestione della mensa scolastica “revicando l’appalto alla ditta, ma creando una cucina in loco esclusiva per le scuole di Gallipoli, una commissione mensa di vigilanza e controllo, e i moduli per avere la possibilità di detrarre fiscalmente l’acquisto dei biglietti mensa”. Grande attenzione agli anziani (cure termali e trasporto gratuito sui bus urbani), ai minori (con progetti personalizzati, in particolare per quei minori segnalati dal Tribunale per i minori). Per le famiglie è stata cambiata una convenzione con la ditta di raccolta differenziata dei vestiti usati, “che ha permesso di creare il primo parco giochi in centro città affollato e apprezzato”, mentre per i pacchi alimentari sono stati affidati alle parrocchie durante il periodo natalizio “di modo da non eliminare questo servizio”. Sempre a proposito di minori “è stata mia premura, essendo assente il sindaco in quel periodo, attivare un dialogo tra servizi sociali e forze dell’ordine per sgombrare il campo rom situato alle spalle della spiaggia Fontanelle e mettere in sicurezza tutti i bambini e ragazzini ivi presenti”.
In ultimo il grande impegno nella stesura del Piano sociale di zona “che , grazie all’accordo di programma con l’Aasl, è stato definito dagli stessi sindacati in cabina di regia una svolta storica”. Infine, circa la delega riguardo alla progettazione europea , il Comune di Gallipoli è stato vincitore di ben 4 progetti Interreg: uno per la partenza di un idrovolante che colleghi Gallipoli con Corfù, il secondo la creazione di una app per informare su tutti mezzi di trasporto esistenti tra i paesi del salento e la Grecia, la creazione di un attracco per le piccole navi da crociera e in ultimo, “ma non meno importante, un progetto per il recupero delle acque reflue da riutilizzare in agricoltura”. Puntando a recepire fondi europei soprattutto sui trasporti, “ho deciso – conclude il resoconto Silvia Coronese – di riaprire un dialogo con Fse, dialogo morto da anni ma che, una volta ripristinato ha permesso la riattivazione della metropolitana di superficie per collegare il centro con la zona pedonale di Baia verde e ottenere otto corse dirette con una sola sosta a Nardò per la stazione di Lecce, nonché formulare una serie di proposte insieme ai comuni di Casarano e Nardò per migliorare il piano di bacino e non risultare, come è stato negli ultimi 20 anni, tagliati fuori dal resto della Puglia”. “Tutto ciò – è il commento finale – grazie al mio impegno, alla mia passione per la politica, quella vera, quella che sogno da quando ero bambina, quella che non ti fa dormire la notte perché hai voglia di vedere crescere e migliorare la tua città”.

 

Elio Pindinelli Tirato in ballo nelle ultime giornate come “papabile”, Elio Pindinelli “a scanso di equivoci mi è doveroso precisare quanto già detto a commento di Piazzasalento: che qualcuno abbia potuto pensare a me è gratificante; affermare che poi ci sia stata una scelta tra me e qualcun altro è sbagliato in termini e nella sostanza. Le scelte sono abituato a farle da me e non certamente partecipando (come sembrerebbe ipotizzato dalla notizia) ad una fantasiosa roulette russa dei desiderata altrui”.

Il caso Udc: botta e risposta  La confusa posizione di questo partito in tutta questa

Emanuele Piccinno

fase piuttosto travagliata a cominciare dal caso che ha visto protagonista la consigliera Caterina Fiore, viene evidenziata, non senza ironie, proprio da alcuni esponenti locali di esso. Emanuele , ex assessore, posta su Facebook: “Caro sindaco ma l’assessore dr Angelo Mita da quale partito è rappresentato?”. “Partito o reparto?” commenta subito Caterina Fiore. Sandro Quintana, già esponente di quel partito,  interviene e conclude: “È stato nominato dal Segretario Regionale Totó Ruggeri dunque espressione dell’Udc… di quale Udc poi non si sa…visto che tu ti sei dimesso e la capogruppo epurata…”.

 

 

 

 

 

 

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