Super Stefàno finisce l’impresa

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Casarano. Nessuna sorpresa né ribaltone. La “svolta” tanto invocata dal centro-destra è arrivata con l’elezione di Gianni Stefàno che nel ballottaggio ha lasciato le briciole ad Attilio De Marco, il candidato dell’Udc “sposato” dal Pd (bypassando le primarie). È finita con il 66,1 % contro il 33,9%, ovvero 6.722 voti a 3.457.

Se già al primo turno i casaranesi avevano espresso chiaramente la loro opinione (era finita 46,6 % a 18,9%), il testa a testa ha solo confermato le attese dei più. Senza apparentamenti ufficiali (e al limite solo con qualche “ammiccamento”), il sorpasso non c’è stato. Dopo molti anni la città verrà amministrata da un sindaco di centro-destra, coalizione capace, negli ultimi 18 anni, di raggiungere appena due volte il ballottaggio (poi regolarmente perso) nelle cinque elezioni con il doppio turno svoltesi a partire dal 1994.

Per Stefàno – che continuerà a fare anche l’assessore provinciale a Lecce – il lavoro sarà particolarmente duro. Tra le priorità, come da lui stesso più volte affermato, “capire l’esatto ammontare del debito del Comune per poi cercare la migliore strategia per risollevare la città”.

Di certo c’è che dopo 410 giorni (De Masi venne sfiduciato nell’aprile dello scorso anno) e due commissari straordinari, Casarano torna ad avere un primo cittadino. I dubbi su quanto accaduto in quest’ultimo periodo, però, rimangono.

Continua a non conoscersi l’esatto ammontare dell’esposizione finanziaria dell’Ente che, secondo i bene informati, potrebbe tranquillamente raggiungere i 10 milioni di euro, mentre non si conoscono (né mai si potranno più sapere) le motivazioni che hanno spinto il primo commissario D’Onofrio a lasciare l’incarico.

In questo contesto non stupisce che la commissaria Erminia Ocello abbia dichiarato di avere avuto, non appena varcata la soglia di Palazzo, l’impulso di “scappare a gambe levate”. Quanto accaduto negli ultimi tempi pare, in ogni caso, destinato ad essere ricordato tra i periodi più travagliati vissuti dalla città. A Stefàno il non facile compito di risollevare un Ente che, seppur con poche risorse e tanti debiti, torna ad essere punto di riferimento per una città in crisi.

L’ipotesi del “dissesto”, tanto temuta e sempre sfiorata, non viene del tutto esclusa dal nuovo primo cittadino. «Faremo di tutto per governare la città, non certo per abbandonarla al suo destino. Se dissesto sarà, ma spero proprio di no, lo diranno i conti, perché sono i bilanci a dire qual è la situazione di un Ente. Non si tratta certo di un atto discrezionale di un sindaco», ha affermato Stefàno.

Lui, commercialista 48enne, proverà a far quadrare i conti cercando di attuare un programma piuttosto impegnativo che, stando alle promesse, già nei primi 100 giorni potrebbe cambiare tanto Casarano. 27 i punti da attuare entro settembre: tra questi ridare decoro al centro urbano, anche con il “Piano dei colori e dei materiali” e con le manifestazioni in piazza e le “Strade del commercio”, mentre il piano traffico prevede un uso più razionale dei mezzi pubblici (da rilanciare con una campagna di sensibilizzazione) e l’introduzione dell’avviso bonario per i parcheggi a pagamento.

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