C’è un nuovo asilo per otto paesi

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Sannicola. Si è svolto nei giorni scorsi presso il centro culturale di via Oberdan l’incontro pubblico in merito alla gestione dell’asilo nido comunale i cui lavori sono da poco terminati e che attende di essere messo in funzione.

«Ho voluto che quest’incontro fosse pubblico – ha esordito il sindaco Giuseppe Nocera – perché molti cittadini si sono mostrati interessati alla riattivazione del servizio di asilo nido, sia come utenti che come imprenditori e potenziali lavoratori. Quest’incontro sarebbe anche potuto avvenire all’interno degli uffici della Regione, ma è stata volontà dell’Amministrazione coinvolgere tutti i portatori di interessi anche alla luce della possibilità di avviare la gestione con fondi comunitari».

Il sindaco Giuseppe Nocera e la dirigente della Regione Anna Maria Candela.

Il nido è stato attivo sino al 1991, anno in cui l’allora commissario prefettizio decise di chiuderlo poiché costava all’Amministrazione 200milioni di lire annui. Tale costo venne considerato eccessivamente   passivo anche perché ad usufruire del nido erano davvero pochi bambini.

«Si tratta di un servizio che si rivolge ai comuni del Piano di zona, ovvero, oltre a Sannicola, anche  Gallipoli, Alezio, Tuglie, Alliste, Melissano, Racale, Taviano, anche se è naturale che i bambini provengano dai paesi limitrofi al nostro», ha affermato il sindaco. Trattandosi di un servizio “con dei costi di gestione e di personale molto alti”, l’Amministrazione comunale sta valutando la maniera migliore di “aiutare i gestori contenendo al massimo i costi dell’affitto e quelli delle utenze”, come affermato da Nocera che, insieme alla dirigente regionale Anna Maria Candela, ritiene necessario ampliare i servizi offerti.

«La Regione, dopo aver investito nella ristrutturazione dell’immobile, è interessata all’avvio dell’attività e alla sostenibilità gestionale. Saranno stanziati dei fondi sulla base della presentazione di un buon progetto – ha affermato la dirigente- con l’amministrazione comunale che dovrà  redigere il bando, ma è auspicabile una concessione che guardi alle competenze del personale e alla sostenibilità economica del progetto con attività aggiuntive rispetto al nido». Tra le soluzioni prospettate quella di un’associazione temporanea di imprese.

Maria Cristina Talà

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