Gallipoli, tanti metri in più di quelli autorizzati per ristoranti e bar; raffica di ordinanze ed una denuncia alla Procura

Gallipoli – Pur nel frastuono agostano ed un organici di vigili non rinforzato come previsto per ragioni varie, continua in sordina l’attività per l’applicazione del regolamento comunale sul suolo pubblico in concessione per svolgere attività di bar, ristoranti ed altri esercizi pubblici. C’è chi è andato oltre di un metro quadrato e mezzo, chi di 34,5 e chi di quasi cento (98,44 mq per la precisione). Naturalmente differenti responsabilità e pene. Il responsabile della sezione Demanio e Patrimonio ha emesso tali atti in base ai verbali fatti dalla polizia municipale e, in un caso, anche dalla Guardia di finanza.

In via Garibaldi ad una trattoria è stato ordinato il ripristino dello stato dei luoghi (il rientro cioè nei limiti ammessi dal Comune) da effettuare entro tre giorni e, come penalità, la sospensione del’autorizzazione ad occupare suolo pubblico per la giornata di sabati 25 agosto. In piazza Moro è stato un ristorante a “crescere” di 2,80 metri quadri; stesse penalità come nel caso precedente. Stessa “musica” per un ristorante sito sulla riviera Cristoforo Colombo, dove si è andati oltre non solo come superficie autorizzata (ben 16 metri in più) ma anche come utilizzo di suppellettili consentite: strutture tipo pergola invece degli autorizzati ombrelloni.Anche in questo caso per sabato 25 nessuna autorizzazione per occupare l’area pubblica concessa.

Ordinanza di ripristino anche per un altro ristorante di piazza Moro che paga, per gli oltre tre metri occupati abusivamente e per precedenti situazioni, il blocco delle attività di somministrazione nei giorni 3, 4 e 5 settembre. Stesse violazioni e stesse penalizzazioni per un altro ristorante di piazza Moro, un pubblico esercizio di via Garibaldi con sabato out. Ordinanza di sgombero per un bar di corso Roma che ha abusato di poco più di 31 metri quadri. Stesso tipo di ordinanza per un ristorante in piazza Moro angolo via Giudecca per l’occupazione di parte del marciapiede; qui sono scattati tre giorni senza somministrazione il 3, 4 e 5 settembre).

Il caso più preoccupante ha visto al centro un esercizio per la vendita di frutti di mare ubicato sulla litoranea per Torre Sabea e Rivabella, poco fuori dall’abitato. Le violazioni riscontrate dalla polizia municipale e dalla sezione operativa navale della Guardia di finanza sono tali che il Comune ha ingiunto alle titolari – tre donne – di ripristinare i luoghi così com’erano prima degli interventi del tutto abusivi entro trenta giorni. Nell’area retrostante il fabbricato è stata rinvenuta una copertura con fasce di legno e tegoline, pavimento di basoli estesa 98,44 metri quadrati per un’altezza variabile tra i 3,30 metri e i 2,20. Sul terreno demaniale accanto alla struttura prima descritta, era stato occupato anche un altro suolo demaniale di complessivi 87,74 metri quadrati; la superficie era stata ricoperta con tappetino sintetico; l’intera area era stata delimitata con fioriere fisse e mobili. L’ingiunzione è stata comunicata per i provvedimenti conseguenti, anche alla Procura della Repubblica di Lecce, al commissariato di polizia, ai carabinieri, Guardia di finanza, Regione Puglia ed altri enti.

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