Gallipoli: pescatori riuniti, nasce il consorzio

La sede del neonato consorzio

Enrico Liguori ed Enzo Corciulo

Enrico Liguori ed Enzo Corciulo

GALLIPOLI. La marineria continua a calare, anno dopo anno: solo una decina di anni fa la flottiglia di pescherecci targati Gl erano un centinaio; un lustro fa erano scesi a 46 unità, fino ai 34 di adesso, fra demolizioni incentivate dall’Unione europea e colpi dalla riduzione del pescato e dai costi sempre e comunque elevati (circa 20mila euro ad anno). Sarà che le difficoltà aguzzano l’ingegno, fatto sta che è nato in città il consorzio di pescatori “Il mare di Gallipoli”, presidente Enrico Liguori. Ne fanno parte, per il momento, una cooperativa, un imprenditore e un commerciale (in tutto tre pescherecci e una barca “a circuizione”, cioè una lampara per il pesce azzurro) ma già è punto di riferimento di altri operatori della pesca, gallipolini e di fuori.

L’ambizione principale – per “meritarsi” quel marchio di prestigio internazionale – è quella di tracciare il pesce pescato e di assicurare al cliente finale genuinità e sicurezza alimentare. Se ne occuperà un soggetto terzo, la Facoltà di Biologia dell’Univeristà di Bari, che controllerà sia l’andamento e la lavorazione sulle barche sia i successivi passaggi, fino al consumatore, cioè l’intera filiera. «Puntiamo ad un prodotto pregiato, garantito, con una selezione rigorosa e rispettosa delle indicazioni dell’Europa (riferimento alla larghezza delle maglie della rete, ndr)», dice Enzo Corciulo, un passato nelle marinerie di S. Benedetto del Tronto e  Porto S. Giorgio. Aggiunge il presidente Enrico Liguori: «Contiamo nella collaborazione di tutti, stiamo cercando di dare una prospettiva a questo settore ed evitare la crisi: una pesca più sostenbile è più remunerativa. Il marchio sarà sinonimo di garanzia anche per i ristoratori».
Più nell’immediato, il consorzio punta ad arrivare, attraverso abbattitori adeguati, ad imbustare e marchiare il pesce in un’ora. Inoltre, dal punto di sbarco, dichiarato come da legge, all’utente il pesce non passerà più da intermediari: sarà vendita diretta all’ingrosso e al banco, insomma saraghi a chilometri zero. Si sta studiando l’ipotesi di svolgere le aste di vendita on line. Come si colloca il consorzio con il mercato ittico all’ingrosso che dovrebbe avviarsi in via Lecce? «Pronti a trovare forme di collaborazione – risponde Corciulo – per alcuni aspetti si possono sviluppare sinergie utili».

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