Gallipoli: ordinanze di demolizione e sospensione dei lavori a Lido Conchiglie, Baia verde e in città

Gallipoli – Vigili urbani al lavoro per verifiche edilizie e urbanistiche; tecnici e uffici per valutare risultati ed emettere ordinanze. Negli ultimi giorni l’ufficio Sviluppo del territorio, Ambiente, Urbanistica ed Edilizia ha bloccato due manufatti per opere abusive realizzate in aggiunta. In via Colombo a Lido Conchiglie, secondo i rilevamenti fatti dalla Polizia urbana, un seminterrato destinato a deposito con Wc e ripostiglio è diventato un piccolo appartamento di 37 metri quadri (ingresso, cucinino, letto e soggiorno-letto. La titolare – una dona originaria di Seclì e residente a Isorella (Brescia), dovrà demolire e ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza che porta la firma dl dirigente Paola Vitali.

Un gazebo abusivo a pianoterra di un immobile di via Gian Battista Vico con copertura poggiante su pilastrini verticali e con struttura lignea è stato rilevato dai vigili urbani, Anche qui l’Ufficio competente ha ingiunto alla proprietaria dell’immobile, una gallipolina, di rimuovere il gazebo e ripristinare i luoghi così com’era nella originaria concessione. Il tutto entro 90 giorni.

Più complessa e ampia la violazione accertata dai vigili urbani e riguardante un albergo – il Prisma Hotel – che fa capo alla società Elisar srl di Avetrana. I titolari dell’albergo che si trova a Baia verde (foto), nel marzo 2015 avevano chiesto l’accertamento di compatibilità paesaggistica rispetto ad alcune opere “realizzate in difformità”. La Soprintendenza belle arti e paesaggio nel novembre 2015 aveva risposto ritenendo “non compatibili” alcune di esse: al piano terra un ampliamento del’area servizi con sala per colazioni e vano preparazione, disimpegno e ampliamento area accettazione; al primo piano realizzazione di un servizio igienico; al blocco nord una copertura; infine il posizionamento di quattro blocchi prefabbricati adibiti a deposito al piano secondo. Ciò nonostante, le opere “vietate” sono state realizzate, sempre a leggere l’ordinanza comunale, costituendo un aumento di superficie e di volume dell’immobile, peraltro in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Da qui l’ordine di sospensione immediata dei lavori “riservandosi di adottare i definitivi provvedimenti” che arriveranno entro 45 giorni dalla notifica dell’ordinanza.

 

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