Gallipoli – Sarà sicuramente partecipata la cerimonia fissata per martedì 23 ottobre nell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli per intitolargli la sala d’aspetto del Pronto soccorso: è ancora molto vivo infatti il ricordo di Gimmy Manni, un autista di ambulanze di Taviano morto sul posto di lavoro, l’automezzo con cui stava trasportando all’ospedale Vito Fazzi di Lecce un ammalato appena un anno fa.

La cerimonia Per iniziativa del direttore sanitario Egidio Dell’Angelo Custode (di Nardò), il prossimo 23 dopo la messa delle 11 celebrata in suo suffragio nella cappella a pianoterra della Torre centrale dal cappellano ospedaliero don Marcello Spada (di Gallipoli), medici e personale sanitario si porteranno nel Pronto soccorso, la cui sala d’aspetto, con la scopertura di una targa, sarà intitolata a Manni.

Sembra ieri quell’incidente mortale ed è già passato un anno da quando – era quasi mezzogiorno – un Tir proveniente da Lecce invase la corsia opposta e finì addosso all’ambulanza del nosocomio gallipolino che viaggiava in senso opposto: persero la vita l’85enne Luigi Durante (di Nardò) e Gimmi Manni (60 anni di Taviano), mentre rimasero gravemente feriti il medico e l’infermiera. L’autista del servizio 118 lasciava un figlio arruolato nella polizia a Roma. A Taviano era persona stimata e benvoluta come nell’ospedale gallipolino, che ora ha deciso di dedicare una giornata ed una cerimonia tutta per lui.

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Subito dopo la tragedia, una “benemerenza civica” ed una targa commemorativa per ricordare Salvatore Gimmi Manni era arrivata dall’Associazione autisti soccorritori italiani (Aasi), travolto da un Tir sulla Statale 101 “mentre svolgeva il suo dovere”. La nota era a firma del presidente dell’Aasi, Stefano Casabianca (il sodalizio ha sede a Catania) ed era indirizzata alla Regione Puglia, al Prefetto di Lecce, ai direttori della Asl di Lecce, dell’ospedale di Gallipoli e del 118 di Lecce, nonché ai sindacati, al sindaco di Taviano ed alla famiglia Manni. Ricordando “le problematiche quotidiane del servizio urgenza-emergenza regionale e le questioni sanitarie inerenti il benessere e la sicurezza degli operatori e dei cittadini-utenti”, l’Aasi ricordava l’altra persona scomparsa nell’incidente, l’85enne neretino, ed i feriti chiedendo alle istituzioni coinvolte di “attivarsi per essere ambasciatori” degli autisti soccorritori.

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