Il caso dell’Aro 5 e il “no” della città

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Il commissario Ciclosi

Gallipoli. Neanche il precedente commissario straordinario del Comune di Gallipoli, Biagio De Girolamo, arrivato a palazzo Balsamo nei primi di luglio, aveva tardato a capire che il servizio rifiuti proprio non andava, nonostante il piano extra da 224mila euro per evitare in qualche misura l’emergenza scoppiata l’anno precedente.

Il dottor De Girolamo, in base alle relazioni arrivate sulla sua scrivania dagli uffici, aveva scritto l’ennesima lettera all’Ato 2, rammentando la scadenza del contratto in essere con la Seta, fissata nel gennaio 2012; in assenza di una gara per l’intero ambito o della delega – mai arrivata – al Comune gallipolino di fare da sè, scegliendo sul mercato un nuovo gestore, il commissario straordinario segnalava l’esigenza di dover procedere ad una proroga per il 2012 ma sicuramente con altra  ditta che non fosse la Seta Eu Cogei.

Il caso gallipolino, peraltro, presentava un’anomalia di partenza, poichè i giudici amministrativi avevano sanzionato l’affidamento del servizio alla discussa società senza che fossero rispettati in pieno i criteri di pubblicità della gara. Nonostante ciò, dal 2007 e grazie ai sempre più gravi ritardi dell’Ato di cui fa parte Gallipoli, si era andati avanti di proroga in proroga, tra arbitrati, multe, transazioni e revisioni del canone d’appalto tra Comune e Seta, con – da ultimo – un bando di gara emanato e poi ritirato.

Inoltre, già allora Gallipoli aveva detto chiaro e tondo che non intendeva far parte della gara che l’Aro 5 (un ambito più ristretto dell’Ato, comprendente altri otto Comuni) doveva fare per individuare un gestore unico (procedura ad oggi mai avviata, a differenza di quanto accaduto negli Aro 4 e 6 dell’Ato 2).

Del resto, una città che produce – per via delle fiorenti attività turistiche – 28milioni di rifiuti solidi (dati 2010) pone automaticamente sul tavolo problematiche, peculiarità ed esigenze del tutto particolari e straordinarie rispetto alla platea di paesi e cittadine dell’intera provincia. Ciò nonostante, il Comune è rimasto “prigioniero”  di interventi e soluzioni spesso annunciate e date per certe ed in realtà mai concretizzatesi. Così, mentre si parla di nuove forme allo studio della Regione per superare gli Ato, gennaio è arrivato e Gallipoli è ancora al palo.

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