A Galatone due vie dal forte sapore di antichi mestieri

via Caldarelle mignano

Mignano fiorito in via Caldarelle

GALATONE. La storia di una strada spesso è condensata nella sua denominazione. È il caso, ad esempio, di via Caldarelle e vico Coronelle, i cui toponimi lasciano intendere ciò che lì un tempo avveniva. Stando ad antiche memorie cittadine, infatti, pare che in via Caldarelle, in epoca medievale, fosse in auge la produzione di “caldare”, ossia le pentole; a partire da tale attività produttiva, appunto, sarebbe poi stato coniato il nome della stradina del centro storico. In vico Coronelle, a pochissima distanza da via Caldarelle, invece, pare venissero realizzate le corone del rosario; i semi duri ricavati dal frutto dell’“Albero del rosario” (il cui nome scientifico è Melia Azedarach) sarebbero stati sapientemente annodati uno all’altro così da costituire i diversi grani della corona.

Lungo il tempo, comunque, molto è cambiato. Nelle due stradine dell’attuale centro storico – com’è chiaro ai galatonesi – non si producono più né pentole né rosari. Le due vie, un tempo abbastanza frequentate, ora sono tra le meno vissute della città; molte case, infatti, sono disabitate, anche per via dei disagi che spesso le piccole vie dei nuclei antichi comportano.

Nella stretta via Caldarelle, ciò che oggi cattura la vista e l’olfatto di chi ci passa è la lunga distesa di bitume che da qualche anno ha sostituito la pavimentazione in basoli, sventrata dai sottoservizi, stando a quanto racconta Giuseppe Resta, architetto ed esperto di storia galatea. Nonostante ciò, sia via Caldarelle che vico Coronelle, come del resto tante altre strade del centro storico galateo, riescono ancora ad affascinare e a suggestionare, specialmente al tramonto e nottetempo, indifferentemente turisti e habitué.

Di giorno, poi, è possibile scrutare sulle piccole abitazioni esistenti tanti dettagli architettonici, splendidi ricami in muratura che il passar del tempo non ha del tutto cancellato. Caratteristici, per esempio, sono i mignani,  quei particolari balconi affacciati sulla strada e sulla corte interna, che un tempo permettevano alle donne di seguire gli avvenimenti pubblici, come le processioni, senza essere viste dalla strada. Via Caldarelle – dietro cui si cela pure un antico granaio medievale con la foggia simile a quelli dell’antico Egitto –  è, fortunatamente ancora oggi, un eccezionale scrigno di importanti segni architettonici del passato.

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