Furia cieca contro l’ex socio. Ai domiciliari un gallipolino

GALLIPOLI. Indagine lampo ieri sera, condotta dai carabinieri della Stazione di Gallipoli e gli agenti del locale Commissariato di Polizia, che ha portato all’arresto di C.D.N., classe 1987, incensurato di Gallipoli.
Tutto è iniziato ieri, quando il giovane ha raggiunto con la sua auto via Milano e, in preda all’ira, ha iniziato a cospargere di liquido infiammabile la macchina della compagna (P.S. del 1977) di N.B. del 1976, entrambi gallipolini, titolari di una licenza di noleggio con conducente per “Ape Calessino”. C.D.N., socio delle vittime nell’ultimo anno, alla fine di febbraio 2015 aveva lasciato la società.

Dopo il primo tentativo non andato a buon fine, il giovane è ritornato armato di fucile pneumatico tipo subacqueo accanendosi contro l’auto della donna, una Citroen C3: tagliati i pneumatici, ha infranto il parabrezza, il lunotto posteriore e i finestrini laterali, per poi colpire ripetutamente il cofano motore. A questo punto si è recato verso l’abitazione della donna e, brandendo un coltello a serramanico con lama di 20 cm, si è scagliato contro la ragazza e l’uomo, suo ex socio, cercando di accoltellarlo, per poi dileguarsi poco dopo.

A seguito della segnalazione da parte della vittima, che ha riportato lesioni multiple da arma da taglio alla mano destra, giudicate guaribili in 5 giorni, sono giunti sul posto gli agenti del Commissariato di Gallipoli, che hanno fatto partire le ricerche dell’aggressore. Ancora sporco di sangue e con vistose ferite sulle mani, il giovane è stato trovato in stato confusionale dai Carabinieri della locale Stazione e condotto negli uffici della Compagnia.
Per il gallipolino sono scattati gli arresti domiciliari per lesioni aggravate dall’uso dell’arma e danneggiamento aggravato e continuato. Il fucile da sub, il coltello e la bottiglia contenente il liquido infiammabile sono stati sottoposti a sequestro.

Non ancora del tutto chiaro il movente dell’aggressione, ripresa interamente dalle telecamere di videosorveglianza di un esercizio commerciale adiacente all’abitazione delle vittime. Gli investigatori, che per ora non escludono altre piste (prima tra tutte quella di dissidi privati in ambito personale o familiare), sono orientati a fare luce sui rapporti intercorsi tra le vittime e l’arrestato nell’ambito dell’attività imprenditoriale legata al noleggio con conducente.

 

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