C’è una bussola in ospedale

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Ospedale di Casarano. Foto Emiliano Picciolo

Casarano. L’accoglienza è di casa al «Francesco Ferrari». È stato prorogato, infatti, per ulteriori tre anni il progetto «Accoglienza sanitaria e tutela dei diritti dei cittadini», attivato in via sperimentale nel gennaio del 2011.

A stabilirlo è un protocollo d’intesa tra i vertici dell’Asl ed il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, ideatore e attuatore del progetto.

«È stato – commenta il presidente regionale di Cittadinanzattiva, Anna Maria De Filippi – un traguardo raggiunto grazie alla diplomatica e tenace convinzione delle politiche umanitarie che, con tale progetto e con altre iniziative inerenti, abbiamo messo in campo».

Le operatrici del progetto forniscono informazioni agli utenti, accompagnandoli, in caso di necessità, nei reparti o negli ambulatori in cui devono recarsi. I dati forniti danno la misura dell’importanza di questo servizio che mira a far sentire a proprio agio quanti si accostano alla struttura ospedaliera e hanno difficoltà ad orientarsi anche perché lo stato di malattia rende tutti più fragili e insicuri.

Gli accompagnamenti effettuati nel 2011 sono stati 1.004. Le informazioni fornite, invece, 4.552, pari al 78 per cento dell’attività svolta. Sono stati segnalati anche alcuni punti critici che dovrebbero essere risolti. Tra quelli segnalati e risolti sono spiccano l’assenza di segnaletica dei servizi igienici a disposizione dell’utenza esterna, specialmente per i servizi di radiologia e del centro trasfusionale, e l’errata segnalazione, nel foglio di prenotazione rilasciato dal Cup, del luogo in cui effettuare l’elettroencefalogramma.

Più volte, infine, è accaduto che gli utenti non fossero avvisati della disdetta della prestazione. Giunti in ospedale, venivano rimandati a casa senza una nuova prenotazione. Attraverso il servizio di accoglienza, si è potuto fissare un nuovo appuntamento direttamente in reparto, senza ulteriori disagi per l’utenza. Soddisfazioni, quindi, prima di tutto per l’utenza e anche per Tribunale per i diritti del malato e per l’Asl se la firma del protocollo d’intesa ha prorogato il progetto per altri tre anni.

Alberto Nutricati

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