Nonna Francesca spegne i 105

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Il sindaco Romano, Raffaele, Roberto e Massimiliano Mercuri con la festeggiata, che deve anche rispondere agli auguri telefonici

Alezio. L’unica concessione al peso del tempo è quando dice alla pronipote che telefona da Roma: «Quando vai a Onano (provincia di Viterbo, ndr) salutami tutte le mie amiche». Ma quante avranno avuto la sua fortuna di soffiare su 105 candeline, stavolta simbolicamente racchiuse in una, sulla immancabile torta?

Ma come si fa? Come la nonna di Parabita, Anna Leganza di anni 103, pure Francesca Giuliani  risponde seria: stare in pace con tutti, fare e volere bene, la ricetta di una nonna che  tre anni fa ha saputo superare persino un femore rotto, unica parentesi in cui ha avuto a che fare da vicino con medici e medicinali.

Niente farmaci, nè caffè o vino; attenzione al proprio mondo, drammaticamente più piccolo da quando ha perso la figliola Assuntina, nella casa in via Garibaldi vive da 42 anni; prima c’era anche il marito. E’ rimasta col genero Raffaele Mercuri, già dirigente delle Poste e amministratore comunale, i due nipoti Massimiliano e Roberto. Tre uomini e una donna che ancora si dà da fare nelle faccende domestiche, ma col fondamentale aiuto di una affettuosa assistente: niente più tagliatelle fatte finchè ha potuto, ma asciugare padelle e pelare patate sì. Il suo cruccio è “pesare” il meno possibile in una situazione simile; forse è per questo che non si lamenta mai di niente.

Risponde a tono a tutti, al sindaco che le ha portato dei fiori e una targa ricordo, ai parenti che la festeggiano; poi quando arriva anche don Tancredi Falcone, amato e dinamico parroco oggi 92enne, il quadretto d’insieme   intenerisce oltremisura. Un altro parroco, don Giorgio Prete, ogni tanto le porta gruppi di ragazzini che si preparano alla Prima comunione: lei ci parla, ringrazia Dio e augura loro ogni bene.

Come augura a tutti di poter festeggiare traguardi così alti, magari nelle sue eccezionali condizioni; ogni tanto un po’ di ferro e basta. E poca tv, giusto quella di Padre Pio: «Tutte quelle altre chiacchiere non mi piacciono». Del resto, la sua famiglia d’origine è molto religiosa: il fratello è stato un francescano; poi ricorda due suore e un monsignore “rettore del seminario di Montefiascone”.

Accarezza i mazzetti di fiori e pensa serenamente a colei che manca, in questo frangente e sempre: «Questi li portate ad Assuntina poi», dice. Arriva un’altra telefonata; lei s’informa, ringrazia, saluta. Mentre pensa che c’è da cucinare adesso, in questa domenica di ottobre; c’è da preparare per gli uomini di casa, che hanno solo lei.

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