Filanto: “Il vertice ministeriale? Produttivo, ma interlocutorio. Gli operai ormai col sangue agli occhi”

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Salvatore Giannetto

Salvatore Giannetto

CASARANO. Si è svolto ieri, a Roma, il tavolo interministeriale tanto atteso dai circa 650 operai del gruppo Filanto, da più di sette mesi senza sussidio. Al vertice, durato oltre quattro ore, hanno presenziato alcuni rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, il presidente della Filanto Antonio Filograna insieme ad altri delegati aziendali, l’assessore provinciale Ernesto Toma e gli assessori regionali Caroli e Capone, infine i parlamentari Bellanova, Marti, Capone e Palese.

Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce, e Franco Nastrini, segretario provinciale Uiltec, hanno commentato: “L’incontro è stato produttivo, ma interlocutorio. Per lunedì prossimo è stato fissato un nuovo incontro tra la Regione e i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico per trovare soluzioni straordinarie alla vicenda, necessarie perchè, a suo tempo, l’azienda non ha presentato il concordato preventivo per ottenere la concessione della cassa in deroga ministeriale. In attesa della risposta ministeriale, giovedì prossimo in Provincia verificheremo la disponibilità dell’azienda a venire incontro agli operai ormai col sangue agli occhi, anticipando una parte dei soldi dovuti. Filanto dovrà darsi da fare anche per ottenere il prima possibile gli ammortizzatori sociali, fondamentali per salvare il futuro di tanti operai”.

Hanno assicurato che continueranno a seguire la vicenda, e saranno presenti alle prossime riunioni ministeriali, anche gli assessori Leo Caroli e Loredana Capone che, a tavolo concluso, hanno riferito: “L’azienda si è impegnata a consolidare la presenza del gruppo in Puglia e nel Salento, con un piano industriale di rilancio delle attività, implementando il percorso della graduale riassunzione dei lavoratori in cassa integrazione sospesi dalle attività. Si tratta, ora, di vedere un piano industriale scritto nero su bianco. E di vederlo in fretta, per dare una risposta ai lavoratori senza che essi siano costretti a mettere a repentaglio la propria incolumità salendo sui tetti o occupando i municipi”.

 

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