«Una carta d’identità chiamata Rosato»

Damiano Calò (Rosa del Golfo) e Giovanni e Fernando Calò (Michele Calò e fi gli)

Sannicola. Una iniziativa dedicata al vino rosato nella terra, il Salento, in cui è nato una settantina di ani fa? Si manifestano assensi e interesse, privati e pubblici, sulla idea-provocazione lanciata da “Piazzasalento”. Se la possono fare a Moniga del Garda, paese di 2.500 abitanti, il Comune e il consorzio di produttori del Chiaretto, perchè non pensare a qualcosa di simile anche qui, finalmente?

Damiano Calò della “Rosa del Golfo” di Alezio, che di recente ha acquisito cinque ettari di un vigneto storico a Sannicola, è stato uno dei relatori nell’ultima edizione (la quarta) di “Italia in Rosa”, “unico evento nazionale dedicato ai migliori vini rosati”, come affermano i promotori lombardi.

«Parlando con gli organizzatori lì a Moniga – racconta Damiano Calò – ho avanzato l’idea di farne una iniziativa itinerante, magari limitando le partecipazioni alle tre-quattro zone vocate, il Garda, l’Abruzzo, il Salento e il Trentino. Si potrebbe lavorare in questa direzione, ma non da soli».

«Noi ce lo auguriamo, perchè il rosato è una bandiera di tipicità – afferma Fernando Calò della “Michele Calò e figli” di Tuglie – di rossi e bianchi ce ne sono tanti… Anche il Lagrein del Trentino o il Chiaretto  del Garda sono diversi dal nostro rosato. Ma loro sono molto forti commercialmente, si organizzano, si uniscono in consorzi, cosa che manca qui nel Salento. E se si farà una rassegna di qualità del rosato che sia di tutto il Salento, non di una zona».

Moniga del Garda è un paesino di 2.500 abitanti ma il Comune ha accanto un poderoso consorzio di produttori vitivinicoli. L’idea su cui lavorare può essere dunque questa?

Il più sollecito a rispondere è Daniele Ria, sindaco di Tuglie: «Solo negli ultimi anni il Salento ha cominciato ad investire a fondo nei vini di qualità, con risultati straordinari e riconoscimenti nelle più importanti rassegne vinicole. Tra la produzione di qualità un posto di riguardo lo merita il rosato, un tipo di vino che è molto apprezzato sui mercati internazionali.

L’idea quindi di dare  spazio ad iniziative promozionali locali che possano mettere in risalto un prodotto così importante ed apprezzato nel mondo e per il quale molti produttori salentini hanno investito enormi risorse per migliorarne la qualità, credo debba essere presa in seria considerazione dagli amministratori locali» conclude Ria.

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