Facciamoci gli auguri anche per questo

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fernando d'aprileStiamo assistendo da un anno e mezzo al diffondersi del morbo che soffoca i nostri ulivi. Il batterio entra, ostruisce le vene dell’albero e lo porta alla morte. Tecnici, studiosi, ricercatori anche internazionali se ne stanno occupando, sotto l’occhio attento di chi al paesaggio nostro (e non solo) non intende naturalmente rinunciare. E siamo in tanti. Ma in questi tempi di ben altra Attesa – le cui intense sfaccettature riempiono queste pagine – aspettiamo pure di vedere all’opera azioni concrete di contrasto alla malattia che sta allarmando mezzo mondo.

Imprenditori balneari e d’intrattenimento di questa zona si sono rivolti, agli inizi della stagione scorsa, ad una agenzia di Perugia per avere 40 addetti alla sicurezza. Delle agenzie di qui non si fidavano; non volevano correre il rischio – dopo quanto successo – di vedersi arrivare persone poco rassicuranti, occhi furtivi, presenze inquietanti. Aspettiamo di vedere che, magari per l’estate prossima, questi pericoli inquinanti siano almeno ridotti, col contributo di tutte le istituzioni, in primis di quelle preposte alla vigilanza e al contrasto della criminalità.

Negli ultimi quattro anni l’unico moto di ribellione civile in uno dei più grandi centri jonici con seri problemi di infiltrazioni criminali, è venuto da una parrocchia: con le fiaccole in mano in una sera primaverile, in silenzio si è chiesto a coloro che sapevano e sanno di parlare sull’uccisione di un imprenditore del settore estrattivo. L’appello non è stato raccolto finora, ma questo nulla toglie alla straordinarietà dell’iniziativa in una comunità che ha scordato che si deve reagire, qualche volta.

In una terra che il Cnr, a fine del secolo scorso, ha indicato tra quelle ad alto rischio desertificazione, si predica e si pratica lo scarico a mare delle acque depurate che – se opportunamente trattate – potrebbero contrastare quella previsione, purtroppo confermata nelle stagioni che viviamo. Ci attendiamo il ritorno del buon senso in un settore vitale. Non sarà comodo nè consueto esprimere auspici simili in questi giorni. C’è da lavorare, impegnarsi, aprire gli occhi… magari arriva pure qualche aiuto, ma il grosso tocca a noi. Allora facciamoci gli auguri anche per questo.

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